Vulvite: che cos’è e come curarla

La vulvite è l’infiammazione dei genitali esterni della donna e si può manifestare a qualsiasi età. La sua incidenza è anche più marcata prima della pubertà e a seguito del climaterio, quando le pareti vaginali si assottigliano e sono maggiormente soggette alla proliferazione dei batteri. Durante la menopausa gli squilibri ormonali sono causa di infezioni. La vulvite può essere conseguente e concomitante a una vaginite, per cui si parla di vulvovaginite, i cui sintomi vanno ad aggiungersi a quelli già presenti. La forma dei genitali esterni femminili predispone a contrarre infezioni per vari motivi, da quelli organici a quelli dovuti a traumi.
La vulvite, infatti, si può originare semplicemente a seguito di piccoli traumi e microabrasioni provocate da rapporti sessuali, ma anche dallo sfregamento di tessuti sintetici o da qualche granello di sabbia nel costume. Per questo è bene evitare le condizioni che possono provocarla e peggiorare la sintomatologia, che si per sé è molto pesante. La sua manifestazione è inconfondibile perché esordisce con un prurito, che diventa praticamente insopportabile nella fase acuta. Lo sfregamento continuo provoca le suddette microabrasioni, che predispongono alla diffusione dell’infezione. A causa del prurito si crea anche gonfiore e sia la minzione che i rapporti sessuali diventano dolorosi.


Vulvite: che cos'è e come curarla
Vulvite: che cos’è e come curarla

Alla vulvite si può aggiungere la candida e la candidosi, provocata da funghi che arrivano direttamente dall’apparato intestinale e nella vagina trovano l’ambiente ideale per estendere l’infezione anche all’esterno, quindi alla vulva.
La vulvite può anche essere la conseguenza di una reazione allergica ai detergenti usati troppo aggressivi e all’uso d’indumenti in tessuto sintetico. Lo sfregamento può provocare irritazioni e innalzare la temperatura creando un ambiente caldo-umido, ideale alla proliferazione batterica. La stessa depilazione della vulva può portare alla vulvite, in quanto la rasatura o l’estirpazione dei peli provocano dei micro traumi.
E’ utile prestare molta attenzione a questa zona del corpo della donna, che è evidentemente molto delicata e soggetta a un equilibrio molto sensibile, in conseguenza anche di disfunzioni ormonali e calo delle difese immunitarie.

 

Come curare la vulvite

La cura della vulvite dipende dalla causa dell’infezione. È necessaria una visita ginecologica, in modo che il medico possa fare un esame obiettivo e anche alcuni controlli diagnostici. Se la vulvite risulta essere batterica è necessaria una terapia antibiotica mirata, che possa individuare con esattezza il ceppo da combattere. Per questo motivo spesso vengono utilizzati i cosiddetti antibiotici ad ampio spettro, in modo da comprendere quanti più ceppi possibili. La vulvite potrebbe anche essere micotica e in tal caso gli antibiotici sono inutili. Al loro posto è bene assumere farmaci antimicotici o antifungini. Nel caso in cui non sia né batterica, né fungina, ma provocata da un’irritazione, dovuta per esempio a indumenti sintetici, basta evitare d’indossarli e attendere che l’infiammazione sia passata. A volte non è semplice capire quale sia l’agente scatenante della vulvite e potrebbero essere necessarie delle prove allergiche, una volta escluse le prime 2 opzioni. La stessa cura dipende anche dall’intensità dei sintomi, che sono intensi quanto più il sistema immunitario è debilitato.

Il prurito, che è uno dei fastidi più pesanti, può essere alleviato con applicazioni topiche di corticosteroidei, di cui bisogna seguire scrupolosamente la posologia. Per far passare la vulvite è comunque necessario eliminare l’infezione, quindi oltre agli antibiotici potrebbe servire l’uso di antinfiammatori, perché leniscano il bruciore e anche l’edema localizzato. A queste misure prettamente mediche, bisogna aggiungere quelle pratiche, senza le quali si rischiano frequenti ricadute. È raccomandabile usare biancheria intima di cotone, che è un tessuto traspirante e che evita la formazione di umidità. L’umidità insieme al caldo sono l’ambiente favorevole per lo sviluppo delle infezioni genitali, specie della donna. Per tale motivo è bene asciugarsi con attenzione, senza lasciare residui e cambiare la biancheria almeno 2 volte al giorno, specie se si suda.
In questo modo si eviterà anche di stare a contatto con eventuali secrezioni, che portano comunque una carica batterica. È importante anche sapere che la distanza tra la vagina e l’ano è di circa 4 cm, uno spazio ristretto nel quale è possibile la contaminazione di batteri, quali l’Escherichia Coli, provenienti dall’ano. Bisogna evitare che accada, pulendosi secondo il verso che va dalla vulva indietro e mai al contrario. Lo stesso vale per l’uso delle tovagliette, che devono essere distinte. Il consiglio è quello di evitare rapporti sessuali durante la fase acuta della vulvite e, nel caso, utilizzare il preservativo. La vulvite di solito si cura entro 7-15 giorni, in base al tipo d’infezione riscontrata e, in attesa della guarigione, è sempre bene seguire una dieta sana, leggera ed equilibrata, bevendo molta acqua e preferendo frutta e verdura ai cibi grassi e zuccherini.