Il Volontariato d’Impresa Cesce in Italia


Il volontariato d’impresa comprende tutta una serie di attività rivolte al miglioramento delle condizioni di vita della comunità. La pulizia di parchi pubblici, il miglioramento di strutture sociali, la realizzazione di percorsi naturalistici.

Il dato positivo è che sono sempre più numerose le aziende italiane impegnate nella responsabilità sociale, che decidono di concedere ai dipendenti in media tre giorni da dedicare alla comunità e al territorio. Il vantaggio principale è che oltre a fare del bene si acquisiscono competenze nuove.

In pratica è possibile distinguere in due tipologie di supporto al volontariato da parte delle aziende:
promozione diretta di azioni di volontariato atte a coinvolgere i propri dipendenti,
attività svolte in orario lavorativo.

Quello che molti ignorano sul volontariato d’impresa, è che tutte le esperienze possono trasformarsi in un bagaglio che costituisce un notevole arricchimento professionale. Per questo motivo, dal volontariato si è rapidamente passati alla certificazione.
Le possibilità di volontariato sono tantissime e molto diverse tra loro. Come ad esempio l’operatore di strada o l’animatore in ludoteca. Il punto di forza principale è quello di rafforzare le capacità trasversali come lo sviluppo e la pratica di percorsi d’apprendimento informali ma certificabili.
In questo modo il volontariato d’impresa sta diventando un elemento importante per lo sviluppo delle competenze relazionali utili nella vita lavorativa, e che vanno ad arricchire il curriculum professionale.

Nonostante gli evidenti vantaggi e benefici del volontariato d’impresa, rimane ancora tanta strada da fare prima che tutti riescano a capire l’importanza di questa attività e che di conseguenza inizino a praticarla regolarmente. Per esempio una strada possibile è quella di costruire delle solide relazioni col mondo no profit attraverso il volontariato per migliorare il dialogo tra profit e no profit. L’attività di enti intermedi che mettono in contatto imprese e terzo settore, corre spesso il rischio di essere frammentaria e complessa. Questo è dovuto al fatto che lo Stato continua a non premiare l’impegno sociale delle aziende come dovrebbe.

Ritardi a parte la tendenza è buona: grazie a una serie di percorsi mirati all’unità d’impresa, incentivando la motivazione, il senso d’appartenenza, e l’acquisizione di nuove capacità. Tutto questo anche a vantaggio dei bisogni della comunità.
Secondo alcuni numeri pubblicati lo scorso anno, le aziende italiane impegnate nel volontariato d’impresa danno ai propri dipendenti la possibilità di dedicare mediamente tre giornate lavorative alla comunità. Questo si traduce in un valore economico annuale di circa 155.000 euro, con il coinvolgimento di circa 120 persone per impresa in programmi che solitamente durano per circa 5 anni.

Dall’Europa sono arrivati alcuni segnali: è stata lanciata un’indagine per raccogliere dati utili alla preparazione dei prossimi provvedimenti sul tema. Questi risultati serviranno a disegnare le raccomandazioni per i programmi svolti dai dipendenti e per il loro riconoscimento e integrazione nel sistema del Corpo volontario di aiuti umanitari dell’Unione Europea.