Valute digitali, in 8 mesi perdite maggiori della bolla di internet

E’ un periodo molto difficile e delicato per il settore delle valute digitali. Dopo aver vissuto un inverno da leoni, soprattutto tra dicembre e gennaio, le cose hanno cominciato ad andare tutte ella rovescia. Bitcoin e le sue sorelle adesso perdono quota al punto tale che c’è chi dice sia arrivata la tanto discussa “bolla”.


Valute digitali, in 8 mesi perdite maggiori della bolla di internet
Valute digitali, in 8 mesi perdite maggiori della bolla di internet

Il momento choc delle valute digitali

Di sicuro analizzando i mercati si vede che, dopo un rialzo stellare registrato negli anni scorsi, il crollo è peggiore finanche di quello vissuto con lo scoppia della bolla internet dei primi anni 2000. All’epoca il Nasdaq perde l’80% del proprio valore dopo lo scoppio della bolla “dot com”. Secondo l’indice “Cryptocompare Digital Asset 10”, il settore delle valute digitali è giunto a perdere oltre l’80% dallo scorso mese di gennaio. Chi sa come funziona trading Bitcoin Italia è ben consapevole dei rischi connessi a questo tipo di asset, ma un crollo così a dicembre nessuno lo immaginava.

Le vendite che stanno interessando l’intero settore si spiega soprattutto con la mancanza di regolamentazione e i timori legati agli episodi di frode. Pochi mesi fa tutto sembrava ben apparecchiato perché le valute digitali fossero accolte dal mondo dell’alta finanza, mentre invece questo non è avvenuto (se non in via marginale e laterale). Ecco allora che la frenata degli investitori riflette i crescenti timori sulla volatilità di questi asset, sulla manipolazione di mercato e sull’introduzione di regole più stringenti.

 

Capitalizzazione in declino

La madre di tutte le valute digitali, il Bitcoin, non ha saputo risollevarci dopo la caduta. Viaggia a quota 6.000 dollari, ben lontano quindi dai 20.000 sfiorati lo scorso dicembre, quando i prezzi sforavano ripetutamente i limiti superiori delle Bollinger (qui è spiegato cosa sono le Bande di Bollinger trading). Molto peggio sta messa Ethereum, la seconda valuta digitale per capitalizzazione, che non è riuscita a tenere neppure quota 200 dollari. Ma in generale è l’intero settore che arranca. Lo dimostra il dato sulla capitalizzazione di tutte le criptovalute, che è scesa a 187 miliardi di dollari. A gennaio era 640 miliardi.