Valute digitali di nuovo in caduta. Ma non è lo scoppio della bolla

Dopo che sembravano essere uscite fuori da una lunga spirale ribassista, le valute digitali ci sono ripiombate dentro all’improvviso. La capitalizzazione complessiva di questo mercato è scivolata sotto quota 200 miliardi di dollari. Nulla se messo a confronto con i valori di gennaio, quando in piena Bitcoin-mania il valore aveva superato gli 835 miliardi di dollari.


Valute digitali di nuovo in caduta. Ma non è lo scoppio della bolla
Valute digitali di nuovo in caduta. Ma non è lo scoppio della bolla

La crisi agostana anche per le valute digitali

Siamo di fronte allo scoppio della bolla delle valute digitali? Secondo alcuni, quasi. Ma forse non è ancora così. Il valore di Bitcoin riesce a ondeggiare su quota 6000 dollari, senza sprofondare ulteriormente ne’ spiccare il volo. Insomma la strategia moving average semplice evidenzia un certo appiattimento. Ma l’andamento incerto è generalizzato su tutte le altre cripto-valute. Ethereum ha finanche sfondato al ribasso la soglia di 300 dollari, arrivando fino a un minimo di 9 mesi. Annaspano anche le altre “nobili” come XRP o Bitcoin cash.

In qualche modo c’entra anche qui la crisi agostana innescata dal crollo della Lira turca (-40% sul dollaro da inizio anni, con l’Indicatore MFI Money Flow index trading che punta ancora al ribasso), che ha soffiato molta avversione al rischio sui mercati. Ma pesa ancora di più la decisione della Sec (una specie di Consob americana) di voler rinviare la decisione sull’approvazione di un ETF in Bitcoin a settembre.

A parte questo evento, un altro è molto atteso dai mercati nei prossimi mesi. E’ stata infatti annunciata una Ipo da record della società cinese Bitmain. Il primo produttore al mondo di chip per le miniere di criptovalute potrebbe quotarsi alla Borsa di Hong Kong tra la fine del 2018 e l’inizio del 2019. Se verrà centrata la raccolta di 18 miliardi di dollari di finanziamenti, si tratterebbe di una delle maggiori Ipo di sempre nel settore tecnologico (pure maggiore di Facebook). E stavolta non si tratta di una delle tante start-up nel comparto delle cripto-valute, bensì di una società che vanta già 1 miliardo e 100 milioni di dollari di utili nel 2017, e stima di superare la quota 2 miliardi a fine di quest’anno. Che possa partire da qui l’ennesima riscossa delle valute digitali?