Uso spray peperoncino: arrivano chiarimenti del Viminale alla Camera

Lo spray peperoncino è tornato nelle ultime ore ad occupare il dibattito nelle aule delle istituzioni parlamentari. Ormai non si può negare la centralità di questo prodotto, che negli ultimi mesi ha conosciuto una diffusione massiccia tra i cittadini, ma anche una polarità impressionante per le note vicende di cronaca che lo vedono protagonista in negativo. Ed è proprio questo il punto: come abbiamo più volte sottolineato, sembrerebbe che si sia persa la percezione originaria dello spray di difesa personale, ovvero uno strumento il cui uso è consentito solo in casi di aggressione e pericolo per la propria persona.

Uso spray peperoncino: arrivano chiarimenti del Viminale alla Camera
Uso spray peperoncino: arrivano chiarimenti del Viminale alla Camera

Il motivo è da ricercare proprio nell’utilizzo improprio, che in alcuni casi si traduce in insulsi comportamenti di scherno, in altri in vere e proprie azioni finalizzate a commettere reati. A ricordare le limitazioni già applicate a questo strumento è stato il Sottosegretario all’Interno – Luigi Gaetti – nel corso di un’interrogazione alla Camera sulle iniziative per disciplinare le modalità di vendita degli spray OC.

Ricordando quanto importante sia questo prodotto per quelle persone (specialmente le donne) che si trovano in situazioni di pericolo, Gaetti ha voluto ancora una volta menzionare con il suo intervento in Aula quelle che sono attualmente le limitazioni a questo strumento di autodifesa già previste dal nostro ordinamento, ovvero le caratteristiche tecniche che ne conferiscono legalità e conformità al D.M. 103/2011, il quantitativo massimo di miscela, le percentuali di principio attivo contenuto nella gittata utile (non superiore a 3 metri) per non arrecare offesa alla persona, e non ultimo il divieto di vendita ai minori di 16 anni.

In sostanza, il Sottosegretario al Viminale ha voluto ribadire che ad essere in discussione non è l’utilizzo dello spray antiaggressione, quanto piuttosto l’uso distorto che può essere fatto e che d’ora in avanti sarà tassativamente perseguito dalle Forze dell’Ordine, soprattutto in contesti particolari. Del resto lo stesso ministro Salvini aveva in precedenza annunciato seri provvedimenti nei confronti di chi lo utilizza in maniera inappropriata, alla luce della tragedia in discoteca di Corinaldo lo scorso dicembre.

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