Un gruppo di onorevoli sostiene in parlamento le e-cig


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Si è costituito negli ultimi tempi un intergruppo parlamentare guidato dall’ex deputato Pdl Ignazio Abrignani e Sebastiano Barbanti, che si stanno attivando per emanare nuovi emendamenti e proposte legislative. Uno dei loro principali scopi è quello di supportare la diffusione delle sigarette elettroniche. Abrignani ha dichiarato che gli svapatori italiani sono più di 1 milione e generano ogni anno un fatturato di 450 milioni di euro.

Lo svapo sta avendo un successo planetario, mentre le imprese italiane che producono liquidi per e-cig hanno raggiunto una situazione di supremazia in tutta Europa. All’interno del parlamento 6 deputati e 3 senatori si sono riuniti per difendere il settore. I nove ritengono che che le e-cig pur conservando la gestualità delle sigarette classiche, non causano danni alla salute come il fumo di tabacco. Questi onorevoli hanno dichiarato pubblicamente il loro supporto alle e-cig il 4 agosto nel corso di un congresso tenutosi al Senato dalla Fondazione Luigi Einaudi e dall’associazione delle aziende del fumo elettronico. Gli onorevoli vogliono battersi contro le eccessive tasse, che rischiano di soffocare il settore delle e-cig.

Difatti dal 2013 a causa del successo delle sigarette elettroniche che aveva contratto le vendite delle sigarette classiche (riducendo anche le imposte che entravano nelle casse dell’erario), è stata emanata un’imposta di consumo che dal 205 è pari a euro 0,373 il millilitro e riguarda tutti i liquidi. Questa tassa ha determinato un incremento dei prezzi di vendita del 150 per cento, determinando una riduzione dei consumatori, la chiusura di molti negozi di e-cig, l’importazione clandestina dall’estero tramite internet di liquidi a basso prezzo (ma non controllati e potenzialmente rischiosi) e ha spinto i consumatori ad acquistare gli ingredienti disgiuntamente, per mescolarli poi per conto proprio. Inoltre, tra ricorsi al Tar e rinvii alla Corte costituzionale sono stati incassati dalle casse dello Stato delle cifre irrisorie, ben al di sotto di quelle previste. Anche quest’anno si prevede che saranno ben 80 i milioni di euro che non entreranno nelle casse statali..

Per queste ragioni, gli onorevoli si sono prefissati degli obiettivi precisi. Prima di tutto hanno intenzione di far in modo che il ministero della Salute riconosca che l’e-cig non è pericolosa per la salute come il fumo di tabacco, ma che costituisce un mezzo valido per combattere il tabagismo. Inoltre, vogliono far modificare il regime di tassazione stabilendo una tassazione diversa da quella del tabacco. Si dovrebbe prevedere un’imposta variabile in base al quantitativo di nicotina contenuta nel prodotto.