Tutto su Federico II di Svevia


Pugliesi – Tutti pazzi per Federico

Modernità e attualità di Federico II di Svevia, uno dei miti più fertili della nostra immagine nel mondo.
Il fascino della impenetrabilità di un personaggio che – pur tra cento oscillazioni interpretative – ancor oggi si aggira nei labirintici percorsi della storia.

Federico II Legislatore

Delle molteplici sfaccettature prismatiche del suo proteiforme carattere, l’autore sfiora quella relativa alla identificazione di Federico II come statista politico e legislatore, attività che il grande Svevo sviluppò prevalentemente in Puglia, dove trovò serenità di spirito, disponibilità ambientale e ispirazione adeguata.

Promulgate in Puglia le leggi di Federico II di Svevia

Se Federico II promulgò in Puglia tutte le sue leggi, è perché in questa terra egli ebbe serenità di spirito, disponibilità ambientale, ispirazione adeguata per la costruzione del suo corpo legislativo. E ciò sia per quanto riguarda il “Liber Augustalis” nella sua struttura anche formale distribuita nei 208 capitoli che proclamò nel 1231 a Melfi, sia per quanto riguarda le “Novae Constitutiones” che nove anni dopo furono enunciate a Foggia.

Federico II di Svevia e le quattro imperatrici

Un’avvincente ricostruzione del rapporto amoroso dinastico che ha legato Federico II alle sue quattro regali consorti.

Friedrich II – Album des Lebens




Federico II Album della vita

In 72 pagine di grande formato, la vita dell’imperatore Federico II di Svevia; 1000 notizie esposte in rigoroso ordine cronologico, arricchite da 200 illustrazioni a colori, la multiforme vicenda federiciana che riscatta la freddezza di una interminabile sequela di cifre e di dati, attraverso l’originale ricorso ad una lineare impostazione di riferimento cartesiano: la verticale dello scorrimento della durata temporale e l’orizzontale dello sgranarsi degli accadimenti nei luoghi dello spazio, che interagiscono fra di loro nel respiro di una Puglia di riferimento.

Processo a re Manfredi

La figura di Manfredi, anticipatore di un’aspirazione all’unità di un’Italia frammentata in cento staterelli, sta andando incontro ad una revisione storiografica intesa a fare riaffiorare la sua personalità dall’ombra ov’era stata finora relegata, offuscata dal suo più celebre genitore. Sovrano colto e valoroso, il tempo lo ha riscattato anche dall’ignominiosa accusa guelfa intesa a colpevolizzarlo di un improbabile parricidio, che l’esito di questo processo manda pienamente assolto.

La vita, l’amore, il sesso, le esigenze dinastiche: da questo libro di Renato Russo un Federico II inedito. Dalla fitta nebbia che ancor oggi avvolge in impalpabili veli i segreti dell’alcova imperiale, l’autore cerca di colmare i vuoti lasciati dalle cronache del tempo, e attraverso la puntuale ricostruzione delle sue vicende amatoriali, cerca di evitare di lasciare strascichi di inappagate curiosità.

Federico II e le donne

Quando si impianta la gabbia narrativa di una biografia come quella di Federico, addentrandosi nella rappresentazione della sua vita, slargata su una molteplicità di esperienze, ciascuna di esse potrebbe costituire l’oggetto di un argomento monotematico, dal resto del suo mito prescindibile.

Fra tanti libri finalmente per gli storici un utile e prezioso strumento di consultazione per la multiforme vicenda federiciana che parrebbe limitata dalla aridità di una sequela di cifre e di dati e che riesce invece a riscattare la freddezza dell’inventario attraverso l’originale ricorso ad una griglia di riferimento dove interagiscono la verticale del tempo e l’orizzontale dello spazio.

Federico II cronologia della vita

Dalle nebbie della maldicenza in cui una plurisecolare cronachistica guelfa ha tentato di relegarlo ai margini della storiografia più tradizionale, riemerge viva ed attuale la poderosa figura di Federico II di Svevia, una delle più grandi della storia, certo la più complessa del suo secolo.

FEDERICO II
Cronaca della vita di un imperatore e della sua discendenza

Una dettagliata analisi della vita e delle opere dell’Imperatore Federico II di Svevia. Il primo saggio italiano dettagliato sul personaggio, dove compaiono analisi anche pregevoli, significative sintesi sulla sua figura, un’eccellente base di lavoro per chiunque voglia indagare su Federico II, l’epoca e la discendenza di Federico II.

Presentazione

Federico II è ritenuto figura emblematica del Medioevo; anzi, della Storia, senza limitazioni di tempo e di spazio. La sua personalità, infatti, rispecchia i due aspetti profondi dell’animo umano: da una parte desiderio e curiosità, spirito d’avventura, volontà tesa senza limiti, dall’altra razionalità, amore dell’ordine, gusto dell’organizzazione. Due volti in un Uomo, questi, che vennero anche a scontrarsi in lui e nell’Epoca nella quale gli accadde di esistere.
Il Medioevo, giunto alla pienezza della sua civiltà in quel secolo XIII, si avviava anche al suo dissolvimento, più salde e ramificate andavano facendosi le radici dell’Età Moderna, per cui quasi due anime s’intrecciavano, s’esasperavano nei contrasti, s’aprivano alla sostanziale diversità del nuovo tempo che si annunciava.
Nel Duecento la religiosità diventa più razionale, seguendo le orme della scienza e della filosofia; la società, l’economia, le istituzioni pubbliche e private acquistano una fisionomia tratteggiata da regole, sistemi e modi piegati alla ragione. Lo stesso paesaggio, già fortemente caratterizzato dalla presenza di terre desolate, da boschi, foreste e paludi, utilizzate dall’uomo, fin dove poteva arrivare con un’economia semiprimitiva, era progressivamente trasformato, umanizzato, vedeva allargarsi le aree coltivate, le sedi degli uomini, vi sorgevano ovunque ponti, strade, navigli, colonie agricole.
Federico II si trovò a vivere in quel tempo di grandi trasformazioni; il suo spirito ne gioì e ne sofferse; l’alta funzione da lui rivestita ed il suo stesso temperamento gli fecero provare fortememte due modi di vedere l’economia, la società, lo stato, la cultura.

Tutto questo emerge nitidamente dal libro di Renato Russo, con maggiore concretezza rispetto a tanti che hanno illustrato la vita del grande Imperatore: l’averla seguita quasi giorno per giorno, in una cronistoria minuziosa della sua quotidianità, interrotta da pagine che spremono – per così dire – il succo di tutte quelle vicende e dei pensieri e delle passioni che stavano dietro alle medesime.
Intorno alla Sua figura, già così viva e forte in queste pagine, l’Autore ha creato come un grande, luminoso alone: personaggi a Lui legati, città, borghi, castelli e chiese (dei quali il libro ci offre le splendide immagini), uomini, battaglie, culture. E poi l’eredità di Federico II, il dopo, ciò che rimase e rimane ancora. Siamo, quindi, di fronte ad un’opera che ci appaga largamente e ci aiuta a meglio conoscere l’uomo.
Insieme a tutto questo, il volume costituisce un ottimo strumento di base per qualsiasi ricerca si voglia compiere sul famoso Personaggio: già la biografia minutamente narrata, e poi l’elenco delle fonti cui attingere, degli storici e studiosi in genere che a Lui hanno dedicato saggi importanti, tavole genealogiche, indice di cose notevoli, di persone, ed altro ancora. Insomma si tratta – a parer mio – del primo saggio italiano dettagliato su Federico II di Svevia.
Che altro dire di un’opera che non può non piacere all’esperto ed anche a chi non si occupi direttamente di Medioevo? Solo questo: un amore sorvegliato, rigoroso e intelligente ha fatto sì che un autore dedicasse tutte le proprie energie per far conoscere un personaggio del quale egli ha capito la straordinaria capacità di attrazione, nei confronti di tutti – direi – ma sentendo questo ben più tardi di tanti altri.

prof. Vito Fumagalli
ordinario di Storia Medievale nell’Università di Bologna

Federico II e Barletta

Sotto Federico II di Svevia, Barletta conobbe un periodo di grande floridezza soprattutto economica ed urbanistica. Economicamente i nostri traffici cittadini ebbero un forte incremento nel 1234, il sovrano concesse alla città il privilegio della Fiera dell’Assunta da tenersi dall’8 al 15 agosto di ogni anno. Urbanisticamente Federico, tra il 1224 e il 1228, accanto alla torre normanna, ingrandì il castello sulla cortina meridionale, com’è confermato dalla presenza di due monofore che recano scolpite nelle lunette l’aquila imperiale. Oltre a disporre l’ampliamento del castello, l’imperatore incoraggiò un piano di ricostruzione urbana della città; sotto il suo regno la cattedrale di S. Maria s’ingrandì e inoltre, nell’ottobre del 1246, Federico II – nel corso di un Colloquium generale – promulgò la sua ultima legislazione che va sotto il nome di Constitutiones “Occupatis”, integrativa delle Costituzioni Melfitane.

Federico II e la Puglia Imperiale

Edizione speciale per il Patto Territoriale Nord Barese-Ofantino nell’ambito delle iniziative del progetto “Puglia Imperiale, quattro passi nelle terre di Federico”. Impreziosita da una raffinata copertina di A. Molino.

Libro che illustra il rapporto di Federico II di Svevia con la Puglia, attraverso alcuni aspetti specifici della sua vicenda legati alla sua permanenza in Puglia: i castelli, le leggi, la caccia, le leggende, le testimonianze più significative che hanno lasciato un segno indelebile del suo passaggio.

Federico II e la Puglia

Benché sulla figura dell’imperatore siano stati versati fiumi d’inchiostro, è quantomeno singolare che non esista neppure un testo che leghi la sua vita alla nostra regione. Singolare perché delle molteplici sfaccettature nelle quali è stata vista la poliedrica figura imperiale, è sfuggita, anche in occasione delle celebrazioni centenarie, l’opportunità di soffermarsi su uno degli aspetti più salienti della sua vita, e cioè la sua consolidata relazione con la Puglia. Nell’affrontare il rapporto che legava Federico alla Puglia, l’autore, Renato Russo, ha seguito due itinerari di ricerca: il primo organico e complessivo, uno sguardo sintetico e panoramico sull’intera vicenda federiciana relazionata con la sua presenza sul nostro territorio, da quando lo attraversò per la prima volta, nella primavera del 1221, fino al giorno della sua morte, nel dicembre del 1250. Il secondo più analitico, ancorché conciso per ragioni di sintesi espositiva, riconducibile ad alcuni aspetti specifici della sua vicenda legati alla sua permanenza in Puglia (i castelli, le leggi, gli amori, le leggende e quant’altro), presenze tanto frequenti che non è stato possibile registrarle tutte, delle quali sono state tuttavia riferite quelle più significative che hanno o possono aver contribuito a lasciare un segno indelebile del suo passaggio.
Per quanto possa sembrare esagerata l’enfatizzazione dello splendido rapporto che ha legato l’imperatore alla Puglia, è tuttavia un dato di fatto inconfutabile che Federico, dopo averla scoperta, soprattutto a partire dal 1224, ne abbia fatto la sua dimora preferita, adottando questa terra per il suo principale intrattenimento, quello estivo ed autunnale, sia per ritemprarsi dalle fatiche dell’anno appena trascorso in lunghi estenuanti trasferimenti per i suoi vasti possedimenti imperiali, sia per concertare i programmi dell’anno successivo ma anche per trascorrere amene giornate fra le sue letture preferite, o a caccia fra le lussureggianti boscaglie della Capitanata.
Come sempre nella stesura delle sue storie, l’autore ha riccamente illustrato il testo perché ne fosse più interessante la lettura e inoltre l’ha corredata di numerose appendici e indici di riferimento.