Tutto quello che c’è da sapere sulla polizza vita


In questi tempi difficili, garantire un aiuto ai nostri cari, quando non potremo più prendercene cura, è un pensiero che sta a cuore a molti. Per questo ci vengono incontro le agenzie assicurative realizzando polizze vita.

Ve ne sono in realtà di due tipi: la polizza caso vita e la polizza caso morte.
Sottoscrivendo la prima, la compagnia paga l’assicurato o i beneficiari, al momento della scadenza del contratto, solo nel caso in cui il contraente è ancora in vita.
Nella polizza caso morte, invece, si assicura il rischio di decesso dell’assicurato, quindi, il risarcimento sarà consegnato ai beneficiari nel caso in cui il decesso si verifichi.

La polizza vita non può essere considerata una vera e propria assicurazione, ma è più una forma di pensione complementare o un investimento in vista della vecchiaia. Il primo passo da fare è la stipula del contratto con la propria assicurazione dopo aver stabilito il premio e la durata, che può andare dai 5 fino anche a 35-40 anni.
Una volta firmato l’accordo, l’assicurato versa il premio, in un’unica soluzione oppure in più rate dilazionate nel tempo. Non è dato sapere con anticipo a quanto ammonterà il guadagno finale, poiché la variabile della rendita degli investimenti di cui si occupa la compagnia influirà su di esso.

Esiste, però, la possibilità di fissare un tetto minimo che, di solito, corrisponde a non meno di quanto è stato versato dal contraente. Se da un lato l’assicurato si impegna al pagamento del premio, dall’altro la compagnia assicura il pagamento dell’importo accumulato fino a quando l’assicurato è in vita o per un periodo di tempo stabilito in precedenza.

Nel momento della stipula del contratto, l’assicurato dovrà fissare, insieme all’assicurazione, il metodo di ritiro del proprio premio scegliendo tra tre diverse alternative:
• incasso immediato: dopo aver versato l’intero premio in un’unica rata, si inizia a percepire una rendita, che potrà essere a vita oppure limitata nel tempo;
• incasso differito: viene fissata una data di scadenza del contratto e, nel caso in cui l’assicurato è ancora in vita, inizia a ricevere una rendita;
• capitale differito: anche in questo caso viene stabilita una data a partire dalla quale, se l’assicurato è in vita, riceve il capitale accumulato per intero compresi gli interessi.

Il contraente può anche decidere di recidere il contratto prima della scadenza ricorrendo al riscatto o liquidazione anticipata. In questo caso, l’assicurato può richiedere la restituzione parziale o totale della polizza versata.
La compagnia, a questo punto, è tenuta a rimborsare i premi versati che verranno rivalutati e la somma calcolata consegnata al richiedente o ai beneficiari o agli eredi legittimi.
Questo tipo di polizza vita è particolarmente consigliata a chi è intenzionato ad incrementare la propria pensione, una sorta di previdenza integrativa.

Ciò non toglie che la polizza vita può tornare utile anche a chi, invece, è appena entrato nel mondo del lavoro. Considerando le nuove leggi sulle pensioni, c’è da temere per i propri risparmi, per questo diventa necessario correre ai ripari per tempo.