Tradizioni: i piatti tipici e gli antipasti giapponesi


Da tempo abbiamo imparato da apprezzare ed amare sempre di più il sushi e alcuni antipasti giapponesi. Ma quali sono i pasti comunemente più consumati nel Giappone?

 

 

Il primo piatto della cucina giapponese che abbiamo imparato ad apprezzare è stato senza dubbio il sushi, poi vennero i ramen e i tipici antipasti giapponesi come l’edamame e le alghe: in pochi decenni abbiamo imparato ad apprezzare (e anche tanto) queste specialità della cucina nipponica trasformandole in vere e proprie tendenze.

Ma quello che sappiamo della tradizione culinaria giapponese (chiamata Washoku ed entrata a far parte, lo scorso dicembre, del Patrimonio Unesco dell’Umanità) è ancora poco. Per esempio: cosa mangiano davvero i giapponesi quando si siedono a tavola nelle loro case o al ristorante?

Abbiamo chiesto agli esperti chef del nuovissimo ristorante giapponese con servizio di Delivery a Milano, Sushimi, di svelarci quali sono gli antipasti giapponesi ed i piatti più tipici e consumati nel Sol Levante.

Piatti tipici e antipasti giapponesi della tradizione

Gyoza

Assomigliano a dei ravioli, sono originari della Cina ma, come i ramen, sono entrati a far parte della tradizione culinaria giapponese. La pasta è fatta con la farina, il ripieno è composto di carne e verdure. Si mangiano con la salsa di soia oppure con l’olio piccante di sesamo chiamato raayu.

Saba-Misoni

È un filetto di sgombro bollito nel miso: «Tradizionalissimo e buonissimo»

Zuppa di miso e riso

Sulla tavola di un commensale giapponese si può sempre osservare, da una parte una zuppa di miso (ovvero miso stemperato nel brodo con alga wakame), dall’altra una ciotola di riso bianco (scondito perché l’ottima qualità lo permette). Sono i due elementi principali di ogni pasto, consumati come antipasto oppure come portata principale.

Okonomiyaki

Li chiamano la pizza di Osaka (perché a una pizza, almeno per la forma, un po’ ci assomigliano e perché una delle varianti più tipica viene proprio dalla regione del Kansai), ma per descriverli c’è anche chi richiama l’immagine di un pancake o di una frittata. L’impasto di base è fatto di uova, acqua farina, cavolo a cui si aggiungono verdure, carne o pesce a piacere. La parola significa infatti “tutto quello che ti pare alla griglia”. L’okonomiyaki viene cotto su una piastra chiamata teppan e arricchito con salse varie.

Tsukemono

Intorno alle portate principali sulla tavola vengono disposti tanti piattini contenenti verdure in salamoia. Sono saporite e rinfrescanti e servono per “sciacquare” la bocca tra un piatto e l’altro.

Shabu shabu

È una sorta di bourguignonne: una pentola riscaldata da un fornellino viene posta al centro della tavola e ogni commensale si cuoce da sè tanti pezzetti di carne quanti ne gradisce mangiare, immergendoli però, invece che nell’olio, in un brodo bollente (il dashi, fatto con acqua e alga kombu). La carne è solitamente di manzo o di maiale, nel brodo si possono cuocere anche verdure come cavoli e cipollotti, tofu (o versarci alla fine anche udon e riso). Il tutto si accompagna con salsa Ponzu, fatta con salsa di soia e succo di agrumi.

Karee

È la versione giapponese del curry indiano introdotto nel Sol Levante tra Ottocento e Novecento dagli inglesi che avevano colonizzato l’India. Si presenta come una salsa molto densa fatta con curry, farina, verdure (carote, cipolle, patate) e carne (manzo, maiale, pollo). Si accompagna solitamente al riso (karee raisu), ma si può anche usare per condire udon (karee udon) e con il pane (karee pan).

Takoyaki

Sono delle polpettine fritte ripiene di polpo. Sono caratteristiche soprattutto di Osaka dove si trova principalmente come cibo di strada da consumare ben caldo in apposite vaschette guarnito con salsa Otafuku (densa e dolce). Durante le feste popolari giapponesi una bancarella che prepara takoyaki non manca mai.