Termovalorizzatori: risorsa o problema?


Tra gli impianti più utilizzati nello smaltimento dei rifiuti vi sono gli inceneritori,  che li eliminano attraverso un processo di combustione ad elevata temperatura, producendo emissioni gassose e residui sotto forma di polveri. Negli impianti più moderni, il calore prodotto da questo procedimento è possibile recuperarlo e trasformarlo in vapore acqueo, a sua volta utilizzato per la produzione di energia elettrica o riscaldamento a distanza. Gli impianti di questo tipo, quindi con recupero e trasformazione di energia, si chiamano “termovalorizzatori”.

In Italia ed in particolare in alcune regioni, a differenza del resto dell’Europa, l’uso e la diffusione di tali impianti tende ad essere visto con diffidenza, a causa di diversi motivi. Tra questi, il timore dei possibili danni alla salute di quelle persone residenti nelle zone limitrofe agli impianti. Anche a causa dell’avvenuto rilascio (tenuto nascosto) di varie sostanze nocive nell’ambiente, avvenuto in passato in alcune strutture. Altro motivo di preoccupazione è l’infiltrazione di organizzazioni criminali nel sistema di gestione di questi rifiuti, divenuto lucroso e fonte quindi di considerevoli guadagni per queste. Anche per tali ragioni, diverse città e regioni preferiscono “esportare” rifiuti verso altri Paesi, anche con costi economici rilevanti. Nel nostro Paese comunque, nel corso degli anni, vi è stato un netto miglioramento nella gestione e smaltimento dei rifiuti, grazie da un lato a politiche intelligenti di raccolta e riciclo di diversi materiali,  dall’altro dovuto  a rigidi controlli sulle aziende e sul loro processo di eliminazione di tali rifiuti. Importante, ad esempio, è stata l’introduzione del registro carico e scarico rifiuti, introdotto da un Decreto Legislativo nel 2006, come mezzo per controllare la “filiera” di queste scorie: dalla azienda che li produce fino a quella che li smaltisce, passando per la destinazione finale di questi.
Nel Nord Italia, a Brescia e Trezzo sull’Adda (MI), comunque, sono presenti dei termovalorizzatori tra i migliori in Europa, che consentono anche una produzione di energia elettrica e termica significativa: l’impianto bresciano infatti fornisce circa un terzo del riscaldamento necessario alla città. Nel resto del “vecchio continente”, diversi sono i termovalorizzatori nelle grandi metropoli (da Vienna ed Amsterdam a Parigi e Londra ) o nei loro pressi, che consentono non solo lo smaltimento dei rifiuti prodotti, ma anche la produzione di energia elettrica e di riscaldamento utili per i loro fabbisogni. Di conseguenza, da un lato vi è lo sfruttamento di questo tipo di impianti per la creazione di energia, mentre dall’altro tale genere di smaltimento di rifiuti è una considerevole fonte di denaro. Basti pensare alla Germania ed ai suoi diversi impianti, che ogni anno accolgono molte tonnellate di rifiuti provenienti dall’Italia e che permettono loro notevoli introiti economici.