Le tasse sul conto estero


Le tasse sul conto corrente estero possono riguardare sia il c/c stesso, su cui viene applicata l’Ivafe, sia gli interessi, che costituiscono un reddito tassabile in Italia.

 

La tassa Ivafe sul conto estero

In alcune circostanze l’esistenza di un conto corrente estero deve essere indicata nel quadro RW della dichiarazione dei redditi sulle persone fisiche. Tale indicazione va effettuata qualora la consistenza media del conto corrente sia stata uguale o superiore ai 5.000 oppure nel caso in cui la consistenza media sia stata inferiore ai 5.000, ma per breve tempo ci sia stato un deposito superiore ai 15.000 euro. Queste segnalazioni devono essere effettuate sia perché lo Stato italiano vuole verificare che i conti all’estero non vengano usati per evadere le tasse o commettere reati di riciclaggio o terrorismo, sia perché sui conti esteri che abbiano una giacenza media superiore ai 5.000 euro deve essere pagata una tassa denominata Ivafe. Questa tassa fissa ammonta a 34,20 euro per ogni conto corrente. Nel caso di conto estero con giacenza media inferiore ai 5.000 euro e deposito superiore ai 15.000 euro per breve tempo, non si deve pagare la tassazione sul conto corrente estero. In questo caso particolare l’obbligo di segnalazione nel quadro RW è previsto esclusivamente per ragioni di controllo dell’evasione fiscale e del riciclaggio.

 

Gli interessi sul conto corrente estero

Il c/c aperto all’estero può maturare interessi, dunque la tassazione del conto corrente estero può riguardare anche questo aspetto. Gli interessi più elevati percepiti all’estero rispetto a quelli ottenibili in Italia è addirittura uno dei motivi che possono spingere chi abbia la residenza fiscale sul suolo italiano a spostare capitali in altri Paesi. Gli interessi, in quanto reddito di capitale, devono essere dichiarati nel Paese in cui ha la residenza fiscale chi li percepisce. Dunque gli interessi prodotti dalle somme di denaro depositate sui conti correnti esteri vanno indicati nella dichiarazione dei redditi italiana e vanno tassati secondo la legislazione italiana.

 

Il rischio della doppia tassazione

Può accadere che gli interessi vengano tassati anche nel Paese in cui è stato aperto il conto corrente, magari con una ritenuta alla fonte. In questo caso si incorre in una duplice tassazione del conto corrente estero. Per evitare una doppia tassazione è prevista l’applicazione del credito d’imposta. Grazie a questo meccanismo l’imposta effettivamente pagata in Italia viene decurtata della somma pagata al fisco dello Stato straniero in cui c’è il conto corrente. Una soluzione alternativa è domandare alla banca straniera in cui si ha il conto corrente di trasferire le somme maturate a titolo di interessi su un conto corrente gestito da un intermediario finanziario italiano. Così facendo il fisco italiano può effettuare una ritenuta alla fonte del 26% e viene meno l’obbligo di includere la voce degli interessi nella dichiarazione dei redditi.