Tanti tipi di bidoni pattumiera per tanti utilizzi diversi


Ogni rifiuto ha il suo contenitore

Mezzo secolo fa lo spazzino, che ancora non si chiamava operatore ecologico, in alcune città saliva le scale dei palazzi la mattina presto con un sacco sulle spalle che riempiva, piano dopo piano, con i rifiuti che le famiglie lasciavano, la sera tardi, fuori dalla porta di casa nella pattumiera. Ogni anno verso Natale questo signore passava per fare gli auguri e nessuno si esimeva dal lasciargli una mancia per ringraziarlo del servizio che svolgeva.
Poi i tempi e i ruoli sono cambiati. I bidoni pattumiera e il cestino  rifiuti venivano svuotati e il loro contenuto riempiva sacchetti che nessuno in famiglia voleva portare fino al cassonetto posizionato a bordo marciapiede. Quanti litigi per decidere chi doveva buttare la spazzatura.
Oggi chi non pratica la raccolta differenziata è guardato con meraviglia. In ogni strada, condominio e appartamento i contenitori per i rifiuti si sono moltiplicati in maniera esponenziale.

Bidoni

La parola riporta alla mente un contenitore grande, di metallo o plastica, solitamente di colore grigio.
Cosa si getta in un bidone? È grande, quindi adatto a contenere roba ingombrante, come gli scarti dei giardini. Ma si trovano anche agli angoli della strada e ci si getta qualsiasi cosa.
In effetti familiarmente si chiama bidone anche il cassonetto e allora diventa tutto più difficile. C’è un cassonetto per l’indifferenziata, uno per la carta, uno per la plastica, uno per… e … si rimane fermi lì davanti coi sacchetti in mano per decidere cosa buttare e dove.

Pattumiera

In effetti la divisione della nettezza è iniziata a monte. La classica pattumiera si è moltiplicata e ha tre o più scomparti. Guai a sbagliare. La carta da una parte, le bucce di banana da un’altra. Nascono i dubbi. Il cartone vuoto del latte dove va messo? E quel tovagliolo di carta sporco di sugo? Gli ecologisti non hanno dubbi e si muovono rapidi fra bidoni pattumiera e il cestino rifiuti lasciando cadere ogni cosa nel contenitore giusto. Non capiscono i tuoi problemi ma sono sempre disponibili a spiegarti per la centesima volta perché il tetra pak va gettato insieme alla carta. Riciclo è la loro parola d’ordine.

Cestino

Ormai la differenziazione ha raggiunto anche gli uffici. Il classico cestino per la carta straccia, quello colorato, di plastica, non può più contenere i fogli appallottolati, e tirati da lontano per vedere se si riesce a fare centro, insieme ai bicchierini vuoti del caffè.
Anche nelle stazioni ci sono cestini per i rifiuti, a gruppi di tre: per la carta, per la plastica e per rifiuti misti. Tre colori diversi: bianco, giallo e verde. E quale si riempie di più? L’indifferenziata! Così siamo certi di non sbagliare.
Nei supermercati e anche in alcuni negozi si trovano altri tipi di contenitori per raccogliere le pile usate.
Nelle farmacie si possono lasciare, sempre negli appositi cestini, le medicine scadute.

Bidoni pattumiera e cestino rifiuti, e altri mille contenitori diversi per forma e capacità ma tutti adibiti ad un solo scopo finale: differenziare per riciclare.
L’uomo produce quintali di spazzatura e se non venisse riutilizzata finiremmo per essere sepolti da tutti questi avanzi. La carta torna alle cartiere e qualche foresta in più non viene disboscata. La plastica si riutilizza in mille modi, gli scarti vegetali male che vada diventano terra fertile e il ciclo ricomincia.