Taglio alle tasse, ecco l’Helicopter money di Renzi


L’espressione di Friedman indica la distribuzione diretta di denari ai cittadini da parte delle Banche centrali. Ma le ultime mosse di Draghi hanno spinto la Bce ai limiti della politica monetaria. Dopo il bonus Irpef e il taglio della Tasi, il premier prova a rilanciare i consumi con il taglio del fisco

ROMA – L’espressione fu coniata da Milton Friedman e resa celebre nel 2002, dal futuro governatore della Fed Ben Bernanke: helicopter money, cioè moneta abbondante direttamente sull’economia, anche attraverso tagli fiscali, fino al punto di prevedere che la Banca centrale invii un assegno in casa dei cittadini mediante le Poste. Quasi un paradosso di politica economica mai tentato in maniera così radicale: quello che è certo è che un helicopter money supera abbondantemente le dimensioni del quantitative easing, come quello di Mario Draghi, dove i soldi arrivano a Stati e banche ma stentano a raggiungere il tessuto dell’economia reale e ad alimentare i consumi.

Quale potrebbe essere l’helicopter money di Matteo Renzi? Ovvero come mettere soldi direttamente nelle tasche dei cittadini? Un parente, anche se un po’ lontano, del distributore volante di soldi è stato il bonus Irpef di 80 euro, assegnato nell’ultimo biennio, che costa circa 10 miliardi all’anno. Senza questa misura probabilmente non ci sarebbe stata la pur lieve ripresa dei consumi durante il 2015: i soldi sono andati direttamente ai dipendenti (non li hanno ricevuti dal postino ma dal proprio datore di lavoro) con redditi più bassi e con maggiore propensione a spenderli. Da valutare sono anche gli effetti in termini di consumi sul grande ceto dei proprietari immobiliari italiani dell’abolizione, da quest’anno, della tassa sulla prima abitazione.