Sterilità ed infertilità femminile, due problemi diversi


L’impossibilità a procreare viene definita sterilità o infertilità a seconda delle cause che l’hanno provocata. Si parla di infertilità quando la condizione che rende impossibile concepire è temporanea, o comunque curabile con una terapia adeguata; la sterilità invece è una condizione permanente ed irreversibile, che rende impossibile il concepimento anche con una cura adeguata. Mentre molte donne possono essere infertili per un periodo della loro vita, la sterilità è fortunatamente più rara.

I sintomi dell’infertilità o della sterilità sono numerosi e solitamente poco evidenti; solitamente la donna si avvede di non riuscire a concepire solo dopo anni dall’evento che ha causato la problematica, a causa di sintomi fastidiosi ma che non venivano ricondotti ad un problema ginecologico, almeno fino a quando non ci si rivolge ad un centro specializzato. Solamente quando si desidera un bambino emergono problemi che però probabilmente hanno avuto origine anni prima.

I sintomi dipendono dalla causa scatenante, che ha origine ormonale, infettiva, genetica o meccanica. La sterilità vera e propria, con impossibilità assoluta a concepire, è generalmente causata da malattie genetiche e non può essere curata; in tal caso l’unica strada è l’adozione o la fecondazione eterologa, con ovociti di una donatrice. Altre cause di sterilità sono alcune malattie infettive come la gonorrea, la sifilide e la malattia infiammatoria pelvica; anche l’endometriosi può causare sterilità se non diagnosticata per tempo, anche se in molti casi l’endometriosi provoca una temporanea infertilità, così come alcune malattie endocrinologiche come la sindrome di Cushing e l’ovaio policistico. Le malformazioni uterine, come ad esempio l’utero setto, possono impedire la progressione della gravidanza; in altri casi ci può essere un problema alle tube, che risultano chiuse come conseguenza di una malformazione, di un’infezione o di un precedente parto con complicanze. Esistono infine alcune situazioni che rendono una gravidanza difficile da ottenere, come l’età avanzata, il fumo, l’uso prolungato della spirale intrauterina, l’obesità, l’abuso di alcol.

Mentre la sterilità è incurabile, l’infertilità lo è ancora, se il problema viene diagnosticato e curato per tempo. È importante rivolgersi al medico se dopo 1 anno di rapporti non protetti e finalizzati, non si è ancora rimaste incinte, specialmente se ci si avvicina o si ha superato i 35 anni di età, soglia dopo la quale la fertilità diminuisce sensibilmente.

Il medico o il ginecologo prescriveranno una serie di esami di primo livello per valutare le condizioni di salute generali, come l’emocromo di formula leucocitaria, analisi del profilo ormonale, l’ecografia transvaginale e addominale, la sonoisterografia, l’isteroscopia ecc., fino a passare alle analisi genetiche (cariotipo) per individuare alcune aberrazioni genetiche che possono impedire il concepimento. In base ai risultati delle analisi viene scelta la terapia più adatta, che può andare dalle idrotubazioni per “riparire” le tube, all’assunzione di farmaci in caso di malattie ormonali, fino alla chirurgia in caso di endometriosi o di malformazioni all’utero. I numerosi centri per la cura della sterilità della donna a Roma offrono anche alternative come la procreazione medicalmente assistita, in caso di gravi impedimenti al concepimento; le opzioni di PMA sono utilizzate dalle coppie che nonostante diverse terapie tentate, non sono ancora riuscite a concepire.