Spigolature delle piante acquatiche


Alcune piante acquatiche in acquario come le specie di Nymphaea sono in grado di crescere in terreni poveri di ossigeno grazie alle loro radici e rizomi. Esse hanno sviluppato un sistema di cavità attraverso le quali l’ossigeno viene trasportato dalle foglie galleggianti alle parti interiori della pianta. Per quanto questi “buchi” sono grandi, è possibile soffiare aria dal picciolo della foglia.

 Piante acquatiche spigolature Ceratophyllum-Demersum


Piante acquatiche spigolature Ceratophyllum-Demersum

Le spigolature delle piante acquatiche

Le vesciche di cattura, dette otricoli, delle specie di Utricularia, permettono di catturare, di digerire e di sfruttare come fonte supplementare di azoto organico i piccoli animali. Per assicurare l’impermeabilità delle foglie di piante galleggianti entrano in funzione diversi meccanismi: le specie di Salvinia sono protette dall’umidità da papille sulle quali si trovano dei peli. Anche la forma delle foglie permette all’acqua piovana di defluire rapidamente; la Pistia Stratiotes è protetta dalla umidità da una folta peluria; anche la curvatura delle foglie del Phyllanthus Fluitans serve per fare defluire meglio l’acqua.

Le foglie nastriformi di Aponogeton e Vallisneria si possono interpretare come protezione in quanto appongono minor resistenza ad una forte corrente dell’acqua. In alcune specie di Ludwigia si osserva la formazione di “Pneumatofori”, cioè radici di tessuto bianco, spugnoso, con ampi spazi intercellulari che permettono alla pianta di immagazzinare aria nonchè di trasportare ossigeno ai getti sommersi. I piccioli spugnosi di Eichhornia Crassipes sono ricchi di “Aerenchima” e permettono alla pianta di galleggiare.

Per difendersi dal forte moto ondoso dell’ambiente intermedio dei laghi Malawi e Tanganica, il Ceratophillum Demersum ha internodi corti e foglie e fusti molto duri; i getti sono talmente folti che non “nuotano” liberamente nell’acqua ma, scendono sul fondo dove il moto ondoso è meno intenso. La Lemna Minor produce getti invernali che contengono una maggiore quantità di amido. Questa è da considerare una forma di adattamento a periodi vegetativi sfavorevoli in quanto, aumentando il loro peso specifico, le piante perdono la capacità di galleggiare e scendono sul fondo.