Social influencer e pubblicità negativa o illecita. Come difendersi


Social influencer pubblicità negativa

Può sembrare che la pubblicità sia un’attività lasciata al libero arbitrio di chi ci lavora. Tra i nuovi soggetti del settore ci sono i social influencer che si occupano dell’inlfuencer marketing, e i social media marketer che si occupano di pubblicità con i sistemi ppc. Tuttavia, la legge ha sempre disciplinato e definito la materia, specie per quel che riguarda la concorrenza sleale. Nel settore della pubblicità, tra l’altro, l’UE ha imposto agli Stati membri il proprio diritto al quale i singoli ordinamenti statali si sono adeguati. 

La pubblicità ingannevole

Non passa giorno che l’Autorità Garante della Concorrenza e Antitrust, Agcm, non sanzioni imprese e società per concorrenza sleale, abuso di posizione dominante o per violazione del codice del consumo. Molto spesso le violazioni sono perpetrate attraverso messaggi pubblicitari ingannevoli o illeciti. Tutti questi tipi di pubblicità sono sanzionate dall’Autorità di Vigilanza Antitrust, per difendere il consumatore e per garantire la concorrenza nel mercato al fine di evitare monopoli innaturali

 

Social influencer e pubblicità negativa

I social influencer non sono immuni dalle leggi. Le leggi vigenti che regolano la pubblicità tradizionale, si estendono anche alla loro attività che, per sua natura, è molto liquida e virtuale.

 

Tipi di pubblicità. La pubblicità negativa

Gli addetti alla comunicazione e al marketing sanno bene che i messaggi negativi e quelli sensazionalistici sono molto più attraenti di quelli positivi e veritieri. Proprio per questo la pubblicità negativa è sempre stata vietata. La regola vale anche per i social Influencer, che devono sempre rendere chiara la natura pubblicitaria del loro messaggio, in modo che il consumatore possa riconoscere il messaggio pubblicitario diffuso e divulgato. Inoltre, il social influencer deve sempre avere un comportamento corretto nei confronti della concorrenza.

 

La pubblicità pay per click. La pubblicità comparativa lecita e illecita

Le cose si fanno un po’ più complicate nel caso della pubblicità online ppc, che utilizza le parole chiave. In questo caso entra in gioco la pubblicità comparativa. La legge, infatti prevede che il messaggio pubblicitario possa comparare e mettere a confronto prodotti, beni e servizi di imprese diverse e concorrenti. Tuttavia, la legge individua anche le fattispecie illecite di pubblicità comparativa. La pubblicità comparativa è illecita quando il messaggio pubblicitario che mette a confronto due o più prodotti o servizi è fuorviante, perché la comparazione non tiene conto delle dimensioni delle imprese a confronto. In sostanza, il confronto e la pubblicità comparativa sono leciti quando il messaggio pubblicitario non falsa l’obiettività, generando uno sviamento illecito della clientela a favore del concorrente sleale omettendo informazioni essenziali.

 

Le parole chiave nella pubblicità pay per click

L’altro aspetto da tenere in considerazione nella pubblicità online sono gli annunci visualizzati in funzione delle parole chiave digitate dall’utente e utilizzate per confezionarli. Anche in questo caso, la legge non vieta espressamente di utilizzare, per esempio, il nome brand di un’azienda concorrente nelle parole chiave dei propri annunci. Tuttavia, l’utilizzo o la comparazione sono leciti, se il nome del brand non è utilizzato per fare pubblicità negativa ai suoi danni e la comparazione non viola il principio di obiettività.

 

Come difendersi dalla pubblicità illecita o negativa

Un buon SEO specialist aziendale effettua costantemente il monitoraggio della rete per raccogliere i segnali sociali online che riguardano il brand o l’azienda della quale è consulente. Se un’azienda si trova nelle condizioni di far valere le sue ragioni e si ritiene lesa da una pubblicità ingannevole o comparativa illecita può:

  • Rivolgersi al Garante dell’Autodisciplina Pubblicitaria per chiedere l’immediata cessazione della pubblicità negativa ai suoi danni
  • Rivolgersi ad uno Studio Legale per far valere i propri diritti e chiedere eventuali indennizzi davanti al Giudice