La smart city in Italia dal punto di vista di Valerio Camerano, AD di A2A

“La competizione globale si giocherà tra le città piuttosto che tra gli Stati”, ha sottolineato Valerio Camerano in una recente intervista all’Economia del Corriere. L’AD della utility lombarda A2A parla del processo in atto per trasformare le città italiane in centri urbani “smart”.


Valerio Camerano
Valerio Camerano

Valerio Camerano: l’impatto di una smart city sulla sostenibilità, sul risparmio e sulla qualità della vita

A2A, l’utility lombarda guidata da Valerio Camerano, ha come soci di maggioranza alla pari i Comuni di Brescia e di Milano. Come sottolinea l’Amministratore Delegato in una recente intervista all’Economia del Corriere, “La competizione globale si giocherà tra le città piuttosto che tra gli Stati”. Secondo la World Bank infatti, le città generano più dell’80% del Pil globale, ma secondo la Ellen MacArthur Foundation consumano anche il 75% delle risorse naturali, generando il 50% dei rifiuti e l’80% delle emissioni globali di CO2. Questi dati sottolineano l’importanza di avere sempre più città “smart”, intelligenti e sostenibili. Come spiega l’Amministratore Delegato, la smart city “è una città in cui la tecnologia è l’intelligenza in grado di migliorare la qualità della vita dei cittadini attraverso soluzioni concrete che migliorano ad esempio la gestione intelligente del traffico e della mobilità, dell’ambiente, dell’illuminazione pubblica, della sicurezza”. Un processo di trasformazione è già in atto, e ne è un buon esempio la città di Milano. Le utility, sottolinea Valerio Camerano, svolgono un ruolo chiave in questa trasformazione, attraverso la digitalizzazione delle reti, la gestione dei dati e l’offerta di servizi intelligenti: di fatto, le infrastrutture sono l’elemento fondamentale di una smart city, in grado di mettere a disposizione un sistema low cost e low energy a beneficio di tutti.

 

Valerio Camerano: il ruolo di A2A e delle utility nell’economia circolare

“La natura pubblico-privata delle utility”, evidenzia Valerio Camerano , “consente di coniugare gli interessi più generali della collettività con la capacità di realizzazione di un sistema privato. Nelle smart city mondiali esiste un sistema bilanciato tra investimenti pubblici e privati, che corrisponde a un bilanciamento degli interessi”. Le utility come A2A presidiano temi fondamentali come la transizione energetica e l’economia circolare. “Questo è possibile”, sottolinea l’AD, “perché siamo presenti su tutta la filiera: nella generazione di energia, nell’ambiente in tutte le sue fasi, dalla raccolta dei rifiuti al recupero, nella mobilità elettrica, nella gestione dell’acqua, nell’illuminazione pubblica, nella sicurezza attraverso la video sorveglianza”. Le utility più grandi si fanno carico degli investimenti e dell’innovazione, mentre le realtà più piccole mantengono la leadership di sviluppo territoriale: è lo stesso modello adottato da A2A con Lgh e Acsm-Agam. La transizione verso l’economia circolare è già in atto, soprattutto nei territori presidiati da A2A: a Milano ad esempio, il quartiere di Porta Romana sarà presto “smartizzato”, nel contesto di un progetto europeo che comprende anche Lisbona e Londra. Il progetto comprende cestini intelligenti, monitoraggio dell’inquinamento, smart parking e contatori dell’acqua in grado di intercettare le perdite e ridurre gli sprechi. “Nei prossimi 5 anni”, spiega Valerio Camerano“, investiremo 2,3 miliardi in generazione elettrica, reti, acqua, ambiente e clienti. Mezzo miliardo di euro saranno destinati a innovazione e tecnologia nel periodo 2018-2021, 450 milioni al settore dell’economia circolare.”