Sintomi dell’incontinenza fecale e legami col Morbo di Crohn


Fra i disturbi di natura gastroenterologica più impattanti sulla qualità della vita dei pazienti troviamo il morbo, o malattia, di Crohn. Questa patologia è di natura autoimmune, il che significa che il sistema immunitario di chi ne è colpito riconosce come “pericoloso” ciò che in realtà non lo è scatenando un’aggressione nei confronti degli elementi considerati estranei e causando l’infiammazione del tratto gastrointestinale.

Attualmente si calcola che nel nostro paese almeno centomila persone siano colpite da malattie infiammatorie croniche intestinali tra cui anche quella di Crohn, che tende a colpire prevalentemente tra i 20 e i 25 anni anche se può manifestarsi in qualsiasi fascia di età – Disegno con persona col mal di panciadai bambini agli anziani. Le cause esatte sono sconosciute, anche se un forte contributo è dato dalla predisposizione genetica.

Tra i sintomi che maggiormente si possono osservare nelle persone affette da malattia di Crohn vi sono dolori al ventre, diarrea, vomito e altri disturbi dell’apparato digerente. In alcuni casi, i sintomi riguardano l’incontinenza fecale ovvero l’incapacità di trattenere le feci dallo sfintere.

Un disturbo fastidioso e che mina profondamente la serenità di persone che già di per sé soffrono di una patologia con la quale è difficile convivere; ma la buona notizia è che almeno l’incontinenza fecale può essere risolta con approcci efficaci.

Uno dei migliori è considerato il metodo chirurgico THD GateKeeper, che grazie a piccole protesi autoespandenti collocate a raggiera intorno allo sfintere ne ripristinano al meglio le capacità di chiusura consentendo quindi di debellare, o comunque ridurre fortemente, le perdite accidentali.