Serramenti: i vetrocamera delle nuove finestre e il risparmio energetico


01/04/2016 – BRESCIA. In tema di serramenti, si può dire che vi sia una certa rivalità fra i produttori e venditori delle diverse tipologie di infisso: dal classico legno lamellare o massiccio al più moderno PVC (plastica), fino al metallo (alluminio, ferro o bronzo), per non parlare del materiale misto (legno-alluminio piuttosto che alluminio-legno, PVC-alluminio, ecc.)

Ovviamente, ogni ditta cerca di convincere il potenziale acquirente della bontà del proprio prodotto, esaltandone i vantaggi, talvolta anche scadendo nella denigrazione degli articoli altrui.

Ma spesso può sfuggire un fattore alquanto determinante nella valutazione delle caratteristiche di finestre e portefinestre a “risparmio energetico”.

Nella stragrande maggioranza dei casi il serramento, di fatto, è composto per il 70-80% dalla parte vetrata. Sono i vetri (o, per meglio dire, i «vetrocamera», come è più corretto denominarli) a fare la parte del leone nell’isolamento termico e acustico, rappresentando un fattore di capitale importanza nella composizione del serramento.





Oggigiorno, i vetrocamera sono realizzati con tecnologie d’avanguardia e vengono detti «basso emissivi», e cioè ottenuti utilizzando particolari tipi di vetro trattato, in cui è presente uno strato di particelle di metallo prezioso (solitamente argento, in altri casi oro) sulla facciata interna della lastra che ne rafforza le proprietà di isolamento termico senza per questo rinunciare alla luce del sole.

Tipicamente, queste vetrate isolanti sono composte da due lastre di vetro separate da un’intercapedine in cui viene inserito un «gas nobile» (di norma l’Argon o il Kripton) per abbattere ulteriormente la dispersione termica.

La qualità dei vetrocamera è determinata da un certo coefficiente di «trasmittanza termica» (cioè, in parole povere, quanto il materiale consente la fuoriuscita del calore dall’interno all’esterno dell’abitazione); tale valore quantifica in modo preciso l’isolamento offerto dalla vetrata e si misura in W/m2K (ossia Watt su metro quadrato per grado Kelvin). Più basso è il valore di tale coefficiente, migliore è l’isolamento e quindi la capacità del vetrocamera di trattenere il calore all’interno del locale riscaldato.

È proprio sulla base del «K termico» o «coefficiente termico» (complessivo del vetro e del serramento), che viene determinata la conformità o meno delle nuove finestre e portefinestre alla normativa in materia di efficienza energetica, che consente l’accesso alla detrazione fiscale (sconto IRPEF) del 65%.

Secondo le stime dei produttori di infissi, l’utilizzo di vetrate isolanti in combinazione con i moderni serramenti comporta una prestazione termica circa sei volte superiore a quella di un vetro singolo di vecchio tipo.

Le due porzioni di vetro che compongono il vetrocamera possono essere lastre singole (una delle quali, di solito, è di 4 o 6 mm di spessore), oppure può essere adoperato un vetro stratificato, cioè ottenuto mediante la giuntura di due lastre l’una sull’altra (anche queste, solitamente, di 3 o 4 mm ciascuna).

In realtà, da Ottobre 2014 è diventato obbligatorio (in base a una direttiva dell’Unione Europea) che almeno una delle due lastre che compongono il vetrocamera sia realizzata con vetro stratificato; questo ai fini anti-infortunistici, dal momento che un vetro stratificato, in caso di rottura, non rilascia frammenti pericolosi.

Vi sono poi ulteriori opzioni che possono conferire alle vetrate isolanti quel qualcosa in più in qualità e comfort abitativo: per esempio, il cosiddetto “controllo solare” o “4 stagioni”, ossia un particolare rivestimento (detto anche “coating”), invisibile, della lastra di vetro in grado di ridurre decisamente il calore in ingresso nel periodo estivo senza penalizzare l’aspetto estetico; con questo trattamento, il vetrocamera svolgerà la doppia funzione di isolare in inverno e non surriscaldare in estate.

Oppure, l’isolamento sonoro rafforzato: in questo caso le vetrate riescono ad ottenere un elevato «abbattimento acustico» rispetto ai rumori presenti all’esterno degli edifici. Le vetrate isolanti di ultima generazione consentono di ottenere una riduzione del fastidio sonoro fino a 52 decibel.

Per non parlare della protezione solare realizzata mediante le tende alla veneziana incorporate nel vetrocamera: nell’intercapedine tra le due lastre di vetro, può venire inserita una tenda veneziana, anche qui, con varie possibilità (orientabile manuale o con salita e discesa motorizzata a batteria piuttosto che con pannelli fotovoltaici, salita e discesa motorizzata elettrica con telecomando). Tale soluzione consente di eliminare i costi per la pulizia e la manutenzione, che nelle veneziane tradizionali incidono notevolmente.

Infine, si possono anche menzionare gli svariati tipi di caratteristiche per la protezione e la sicurezza, basate sulle diverse normative in materia, quali ad esempio contro gli infortuni, anti-ferita o anti-scheggia (in caso di rottura le schegge di vetro non si staccano dalla lastra) e anti-caduta nel vuoto (impediscono che un corpo umano possa passare attraverso il vetro), anti-effrazione e anti-vandalismo (proteggono contro il lancio di pietre o aggressioni, ritardando al massimo l’intrusione), anti-proiettile e anti-esplosione (concepiti per resistere ad un determinato numero di impatti di pallottole di armi da fuoco).

Un’ultima menzione la merita il fattore estetico: sono sempre più apprezzate le ampie vetrate che isolano gli ambienti mantenendoli però luminosi e con un tocco di modernità. Ecco qua un esempio di serramenti scorrevoli in PVC bianco posti a chiusura di una veranda: https://www.facebook.com/serramentieinfissi.brescia/posts/558822697620855/.


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