Roma: la Raggi nella storia


Virginia Raggi è il nuovo sindaco di Roma. Al ballottaggio del 19 giugno infatti la pentastellata ha vinto, con un distacco quasi bulgaro, contro il candidato del Partito Democratico Roberto Giachetti riuscendo a raggiungere il 67,15% dei consensi mentre il suo sfidante si è fermato al 32,85%. Una vittoria netto e prevista dai sondaggi che davano da mesi come la grillina assoluta favorita per la corsa al Campidoglio. Un successo elettorale che fa il paio con quello della sua collega di Movimento Chiara Appendino che, questa volta con più sorpresa anche se per molti analisti politici anche qui il trionfo era annunciato, è riuscita a sconfiggere sempre al ballottaggio il sindaco uscente di Torino Piero Fassino. Un successo a tinte rosa che fa storia nella capitale, con Virginia Raggi che così diventa il primo sindaco donna a guidare la città. Un risultato questo impensabile fino a qualche anno fa per un esponente del Movimento Cinque Stelle che invece ora a Roma è largamente il primo partito cittadino. Un chiaro dato politico questo che fa capire come i cittadini romani abbiano ormai perso quasi totalmente la fiducia nel vecchio sistema partitico. Il Pd infatti ha persona decine di migliaia di voti degli ultimi anni, Forza Italia è praticamente scomparso dai radar mentre Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni non riesce ad attrarre consensi al di fuori del proprio elettorato storico.

Un compito difficile
Finita la festa sarà un duro lavoro quello che attenderà il neo sindaco Virginia Raggi. Se facesse un giro per la città il primo cittadino vedrebbe una capitale sporca, piena di buche, con un traffico indicibile e i mezzi pubblici stracolmi ed in ritardo, per non parlare degli alberghi a Roma che faticano a riempirsi nonostante sia il periodo di punta dell’anno e ci sia anche il Giubileo straordinario della Misericordia. Ma le patate bollenti non sono finite. Il Campidoglio è stato letteralmente devastato dall’inchiesta di mafia Capitale che, oltre che politici e imprenditori, ha coinvolto anche tantissimi dirigenti ed impiegati comunali scoperchiando un vaso di Pandora dell’illegalità che era praticamente la prassi. Altro nodo da sciogliere è quello relativo all’Olimpiade 2024. durante la campagna elettorale del ballottaggio Giachetti si era schierato completamente a favore della domanda per ospitare l’evento a cinque cerchi, mentre la Raggi aveva dichiarato più volte che l’Olimpiade non fosse una priorità per la città e che nel caso si sarebbe dovuto tenere un referendum dove la parola fosse data ai cittadini.