Quanto costa una penna a sfera?


La biro – storia e origini

La penna a sfera o biro è nata grazie all’inventore e giornalista Làzslò Birò, in alternativa alla più antica penna stilografica. Tuttavia, il principio di applicazione di una sfera all’interno di un tubo per rilasciare inchiostro era già ampiamente conosciuto nel XIX secolo. Tali penne venivano utilizzate per scrivere su indumenti e pelli, qualcosa di non fattibile con le più utilizzate penne stilo.

Le penne a sfera oggi conosciute, dalle più economiche alle più sofisticate, sono state ottenute grazie alla tecnologia moderna e alla sperimentazione chimica dei materiali, caratteristica che ha permesso la diffusione e la distribuzione su larga scala del prodotto. Ma che prezzi hanno le penne a sfera? Come si diceva prima, la larga diffusione si è avuta grazie allo sviluppo di materiali economici ma che, in ogni caso, fanno tornare indietro nel tempo, a una storia non priva di tentativi falliti di produzione a livello commerciale. Difatti, le prime penne avevano problemi a presentare omogeneità nella stesura dell’inchiostro, talvolta la punta si ostruiva o accadeva che perdessero inchiostro. Il merito di Birò fu soprattutto l’idea di utilizzare l’inchiostro delle penne stilografiche per quelle a sfera e, avvalendosi anche dell’aiuto del fratello, chimico di professione, ottenne un inchiostro viscoso per quella che oggi è la penna più utilizzata al mondo.

Torniamo tuttavia alla nostra domanda: quali sono i prezzi di una penna a sfera? Come detto precedentemente, il rilevante sviluppo e la distribuzione, nonché il perfezionamento dei materiali e dei meccanismi, hanno introdotto nuovi modi di concepire la penna e talvolta, vuolsi per la commercializzazione e vuolsi per l’andante idea di consumismo insita nel concetto stesso di industrializzazione, anche un semplice oggetto quale può essere una penna, ha finito per diventare uno status symbol, una parodia dell’identità sociale. Esistono perciò penne di pochi centesimi e penne di migliaia di Euro; la funzione è identica, se si considera la concretezza dell’uso, sebbene risulti diverso firmare un contratto aziendale con una Montblanc o con una Caran d’ache anziché con una semplice Bic, agli occhi di chi ci sta di fronte. Cambiano certamente i materiali di composizione, cambia il funzionamento tecnico ma, oltre a questo, la funzione resta sempre quella di scrivere, soprattutto cambia il modo di essere visti; certamente, in un mondo dove l’apparenza conta più dell’essenza, il valore della mera, pura e semplice penna cresce con il valore che essa dà a chi la possiede. Un po’ quel che accade per le marche più blasonate di vestiti e di cellulari, anche la penna, a sfera o stilografica che sia, assume un proprio, greve ruolo nel far recepire chi siamo, al di là di ciò che effettivamente siamo. In qualunque caso, l’oggetto non ha ancora sostituito chi lo indossa. Possiamo sperare ancora.