Pubblicità in cantiere: tutto su regole, tariffe ed esenzioni

I cantieri lungo le vie della città sono un punto strategico dove esporre manifesti, banner e striscioni pubblicitari. Posizionati su muri, ponteggi e recinti, catturano l’attenzione e attirano gli sguardi dei passanti. Possono promuovere l’impresa costruttrice, le ditte che forniscono i materiali o altre attività commerciali della zona. È utile sapere che la pubblicità nei cantieri deve sottostare ad una serie di regole e autorizzazioni da conoscere nel dettaglio per non incappare in sanzioni o intoppi burocratici di altro genere. Vediamo quali.


Pubblicità in cantiere: tutto su regole, tariffe ed esenzioni
Pubblicità in cantiere: tutto su regole, tariffe ed esenzioni

Pubblicità nel cantiere: come scegliere il supporto

Per prima cosa, bisogna scegliere un supporto resistente e sicuro da utilizzare per il manifesto o lo striscione, in modo che non sia fonte di disagi e incidenti. Essendo posizionato all’esterno, deve essere realizzato con un materiale capace di resistere alle intemperie, agli strappi e agli agenti atmosferici. Tutti i tipi di cartelloni pubblicitari da cantiere, compresi quelli più economici in PVC, con scritte e stampe a colori, possono essere realizzati su misura a buon mercato da tipografie digitali come Elettra Officine Grafiche, che offre il servizio di stampa striscioni PVC ad un buon rapporto qualità-prezzo.

Imposta sulla pubblicità in cantiere, quando è dovuta?

L’imposta sulla pubblicità è dovuta ogni volta che vengono diffusi messaggi pubblicitari o promozionali relativi ad un soggetto economico. Deve essere versata sia dall’impresa edile che “ospita” il cartellone o striscione pubblicitario, sia dall’attività economica reclamizzata: entrambe devono prima presentare presso gli uffici comunali preposti la “dichiarazione di inizio pubblicità”, un documento che indica le caratteristiche, la durata e l’ubicazione della pubblicità, poi eseguire il pagamento richiesto.

Le tariffe comunali per la pubblicità nel cantiere

Le tariffe di riferimento sono indicate dalla legge. In particolare dal decreto legislativo 507/93, che suddivide i comuni italiani in cinque classi, con tariffe crescenti in base al numero di abitanti. In ogni caso, è bene informarsi presso l’amministrazione locale perché ogni singolo comune ha la facoltà di deliberare esenzioni o aumenti percentuali della tariffa, rispetto ai limiti fissati dalla normativa nazionale, in base alle superfici interessate e alla stagione (nelle località turistiche, nei mesi di maggiore afflusso, è lecito aspettarsi tariffe al rialzo). In generale, le tariffe sono stabilite su base annuale e variano in base alla durata e alla superficie interessata dal supporto pubblicitario.

Le prescrizioni del Codice della strada

La cartellonistica di cantiere deve rispettare le prescrizioni del Codice della strada. L’articolo 23 del decreto legislativo 285/92 sanziona le espressioni pubblicitarie che, “Per dimensioni, forma, colori, disegno e ubicazione possono ingenerare confusione con la segnaletica stradale, ovvero possono renderne difficile la comprensione o ridurne la visibilità o l’efficacia, ovvero arrecare disturbo visivo agli utenti della strada o distrarne l’attenzione con conseguente pericolo per la sicurezza della circolazione; in ogni caso, detti impianti non devono costituire ostacolo o, comunque, impedimento alla circolazione delle persone invalide. Sono, altresì, vietati i cartelli e gli altri mezzi pubblicitari rifrangenti, nonché le sorgenti e le pubblicità luminose che possono produrre abbagliamento”. Per ogni installazione di impianti pubblicitari temporanei, su suolo pubblico o su proprietà privata, è sempre necessaria l’autorizzazione rilasciata ai sensi del Codice della Strada e, nei comuni in cui è presente, del Piano Generale degli Impianti Pubblicitari.

Durata della réclame e superficie occupata: i casi particolari

La durata del messaggio: se superiore a tre mesi vale come annuale e il pagamento può essere rateizzato; se inferiore, la tariffa annuale è ridotta a 1/10 e applicata per ogni mese di affissione.STA

Un caso particolare è rappresentato dalla pubblicità che la ditta costruttrice espone di sé stessa nel suo cantiere. In questo caso, se la superficie complessiva non supera i cinque metri quadrati, l’insegna è considerata indicare la “sede di esercizio” dell’attività economica ed è esente da imposta. Visto che nessun tributo è dovuto, la ditta edile non è tenuta a presentare in comune la “dichiarazione di inizio pubblicità” citata sopra.