Psicologa Torino, Dottoressa Parisi – L’ emdr negli attacchi di panico, fobie e D.O.C (disturbo ossessivo-compulsivo)


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Il panico, un’esperienza terrificante, costituita da intense sensazioni fisiche, un senso di terrore o di imminenti conseguenze nefaste e da un’incapacità di comprenderne il motivo o l’origine. Il paziente affetto da disturbi di panico, soffre di un’acuta sensibilità del sistema nervoso, di uno sconvolgimento emotivo, di pensieri spaventosi. Possono svilupparsi, comportamenti evitanti come meccanismi, di reazione. Gli obiettivi della terapia con l’ EMDR consistono nell’istruire il paziente sul panico, per insegnargli a gestire l’ansia, nell’acquisire gradatamente un controllo sui loro sintomi ansiogeni e nel desensibilizzare le condizioni di paura, che ha sviluppato. L’obiettivo finale di riportare, il paziente alla piena funzionalità, in modo da permettergli di trovarsi a suo agio, in situazioni precedentemente temute. La maggior parte dei pazienti soffre di tre livelli di paura; in assenza della paura di primo livello, il terapeuta può procedere al secondo livello, e così via. Ecco un breve riassunto dei tre livelli per applicazione dell’EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing).

EMDR – Livello uno (ansia anticipatoria).

Le paure sono attribuzioni sull’origine stessa del panico. Esse si sono radicate in funzione dell’arco di tempo trascorso dal primo attacco di panico e dalla mancanza di informazioni precise relative all’esperienza, poiché queste paure non sono reali, io le chiamò immaginarie.

EMDR – Livello due.

Le paure sono relative alla percezione dell’incapacità di controllare il panico: la paura della paura. In questa fase possono emergere convinzioni bloccanti: “senza panico, dovrò affrontare il mondo e non ce la farò.” Oppure “non merito di superarlo.” Queste convenzioni devono essere pre-sensibilizzate nel momento, in cui emergono, oppure accantonate per desensibilizzarle più tardi.

EMDR – Livello tre.

Le paure sono relative alle prestazioni man mano che il paziente e pronto ad affrontare una situazione temuta. Affrontare qualsiasi sensazione negativa relativa all’esposizione in vivo, e fare una prova immaginaria della prima esposizione programmata. Possono emergere, anche in questa fase, convinzioni bloccanti che, dovranno essere pre-sensibilizzate.

Articolo a cura di Psicologa Torino, Dottoressa Parisi