A proposito del RID (Rapporto Interbancario Indiretto)


Una delle poche certezze di questi tempi sembra fare letteralmente i conti con il pagamento di tasse e bollette. Non è vero? Siamo puntualmente alle prese con questo tipo di scadenze, che, ammettiamolo, possono risultare anche difficili da gestire sotto il profilo non solo economico ma anche pratico.

Non tutti sanno, però, che esiste un’opzione bancaria che può permetterci di agevolare notevolmente queste operazioni: il RID. Vediamo cos’è e come funziona.

La sigla RID sta per Rapporto Interbancario Diretto. Si tratta di una forma di pagamento elettronica, che consente di farsi addebitare in modo completamente automatico ogni tassa, canone o bolletta che ci riguarda.

Il RID è un servizio davvero molto comodo soprattutto per chi lavora o non ha tempo per recarsi personalmente presso lo sportello della banca o della posta, e che consente di evitare le interminabili attese per effettuare il pagamento dei famosi bollettini.





Attraverso il RID, infatti, è possibile pagare tutte le utenze domestiche, quindi le bollette del telefono, della luce oppure del gas, ma anche eventuali canoni, come quello telefonico o televisivo, e persino le tasse statali o comunali. Grazie al RID, inoltre, si può anche decidere di farsi addebitare la rata mensile del mutuo direttamente sul proprio conto corrente.

In ogni caso, per alcune situazioni esistono dei vincoli, per cui nel momento in cui si decide di interrompere il pagamento mediante RID, cessa automaticamente anche il servizio per il quale è stato richiesto.

Il tipico esempio è quello del servizio Telepass per il pedaggio autostradale. Anche in questo caso è possibile richiedere l’addebito del pedaggio direttamente sul proprio conto corrente, ma qualora si volesse annullare il servizio o “dirottarlo” verso un altro conto corrente, sarebbe necessario interrompere il vecchio contratto, per firmarne uno nuovo.

In generale, il RID è molto vantaggioso non solo dal punto di vista del risparmio di tempo, considerando i tempi di attesa di banche e poste, ma anche per quanto riguarda gli aspetti economici. Quando si sceglie di effettuare dei pagamenti attraverso il sistema RID, per esempio, si escludono automaticamente tutte le ricevute e le imposte di bollo. Inoltre, non sono previste somme aggiuntive di gestione per poter usufruire del servizio.

Per richiedere il Rapporto Interbancario Diretto, è necessario, naturalmente, essere titolari di un conto corrente. A questo punto si può procedere con la compilazione del Modulo RID, che può essere consegnato sia alla propria banca, sia direttamente all’ente al quale dovremo versare i nostri soldi.
Una volta che la nostra richiesta sarà stata vagliata e approvata dalla banca, tutti i mesi o comunque ogni volta che riceveremo un avviso di pagamento, il denaro verrà scalato direttamente dal nostro conto corrente.

Si ricorda che alcuni aspetti del RID sono stati modificati a partire dal 1 febbraio 2014, data in cui il classico meccanismo del Rapporto Interbancario Diretto è stato uniformato alle normative europee. In particolare, il RID, per come l’abbiamo sempre conosciuto, è stato sostituito da un nuovo servizio, il Sepa Direct Debit o SDD.

In sostanza, il meccanismo è praticamente lo stesso, ma grazie all’SDD è possibile farsi addebitare direttamente sul proprio conto corrente tutti i servizi provenienti da creditori nazionali ed internazionali, appartenenti agli Stati che hanno aderito all’Area SEPA.

L’unica nota sfavorevole è che l’SDD prevede l’addebito effettivo del denaro anche senza che questo sia stato precedentemente approvato dal titolare del conto corrente nei confronti della propria banca. In questi casi sarà sufficiente richiedere il rimborso della cifra addebitata sul nostro conto, rivolgendoci direttamente alla banca o al creditore.