Produzione di carta in Italia


La produzione della carta  si ottiene a partire da delle sostanze naturali come cellulosa vegatale, pigmenti di carbonato di calcio, amidi delle patate e  mais. Queste sostanze possono infatti collegarsi tra  loro, senza additivi chimici e risentono molto anche delle condizioni ambientali.

Innanzitutto la materia prima è data da balle di cellulosa, e queste vengono inviate ai pulper,   bacini d’acqua dove la cellulosa viene  spappolata ma con una densità controllata, e  sulla superficie liquida si formano qui i fogli di carta, che andranno inseriti nelle macchine a ciclo continuo, con rulli che li pressano e li rendono sottili.

La produzione della carta utlizza quindi molta acqua: ne servono adirittura 350 kg per  un kg di carta.

Le direttive europee odierne sul riciclo, obbligano invece a utilizzare tecnologie  per il riutilizzo delle acque reflue della carta. Nel processo del riciclo della carta invece non si scarta  nulla: tutti i residui di carta finiscono in un grande bacino, dove sono sminuzzati e diventano di nuovo polpa, e sono raccolti e selezionati.

Le cartiere che producono la carta lavorano a ciclo continuo, non solo per la produzione ma anche per la patinatura, lo sbiancamento e  lo stoccaggio dei fogli.
In Italia   la produzione di cellulosa oggi nel nostro paese è quasi inesistente, la produzione di carta infatti viene oggi limitata alla pasta meccanica.

La cellulosa è invece importata da piantagioni di alberi che sono sotto controllo FSC e quindi controllate e  non vanno ad intaccare gli alberi delle foreste vergini.

Essa arriva da noi  dai paesi scandinavi, dal Cile,   dal Nord America e dal Brasile, e in piccole quantità da  Austria e Germania.