Primo soccorso: i 4 anelli della catena della sopravvivenza


La sopravvivenza a un arresto cardiaco dipende da una serie di interventi che possono essere effettuati da chiunque. Se l’applicazione di una di questi interventi è ritardato a causa di mancanza di conoscenze le possibilità di sopravvivenza si riducono drasticamente. Da qui la necessità della creazione di quella che viene definita “catena della sopravvivenza”.

La catena della sopravvivenza sintetizza nel migliore dei modi l’approccio al trattamento delle persone soggette a un infortunio o a un arresto cardiocircolatorio e sottolinea l’importanza della sequenzialità e rapidità degli interventi.

I primi 2 anelli possono essere effettuati da un soccorritore che si trovi sul luogo e trovi la vittima:

 

1° anello: allarme e riconoscimento della situazione di emergenza

Si tratta dell’anello basilare: bisogna chiamare subito la centrale operativa 118 e rispondere adeguatamente alle domande dell’operatore.

Quando si chiama il 118 si devono dare le seguenti informazioni: identificarsi, descrivere la situazione , dare indicazioni precise su come raggiungere il luogo, rispondere con calma all’operatore 118 e non riattaccare fino a quando non sia espressamente richiesto. Tutto ciò per permettere l’invio del soccorso idoneo nel minor tempo possibile.

 

2° anello: supporto delle funzioni vitali

L’obiettivo del BLS è quello di rallentare i meccanismi che portano a danni irreversibili al cuore e al cervello, per consentire al trattamento definitivo (defibrillazione e trattamento medico) di ottenere i risultati migliori.

L’immediato inizio della rianimazione cardio-respiratoria con le compressioni toraciche esterne e le ventilazioni può raddoppiare o triplicare le possibilità di sopravvivenza della vittima.

Gli ultimi 2 anelli devono essere effettuati da personale specializzato:

 

3° anello: defibrillazione

L’immediata disponibilità di un defibrillatore aumenta sensibilmente le possibilità di recupero di un paziente colto da attacco di cuore se naturalmente è presente , se non lo fosse continuare con la RCP fino all’arrivo dell’ambulanza.

La rianimazione cario-polmonare e la defibrillazione effettuate nei primi 5 minuti dopo la perdita di coscienza consentono percentuali di sopravvivenza nelle vittime di attacco cardiaco tra il 49 e il 75%. Per ciascun minuto di ritardo le possibilità di sopravvivenza si riducono del 10%.

Oggi la defibrillazione è possibile anche in ambiente non ospedaliero utilizzando defibrillatori cosiddetti “semiautomatici”, che una volta collegati correttamente alla persona in arresto cardiaco, effettuano la diagnosi del ritmo cardiaco, e permettono la erogazione della scarica

 

4° anello: supporto vitale avanzato

Le cure avanzate verranno effettuate da personale medico ( ambulanza, medici, ospedale) che prenderanno in mano la situazione dando al paziente medicinali e cure avanzate tramite l’utilizzo di strumenti o farmaci per la corretta gestione delle vie respiratori.

I corsi addetti primo soccorso Milano  di Secogest sono indirizzati a tutti i lavoratori designati dal Datore di Lavoro per acquisire elementi di conoscenza relativi alla normativa specifica in tema di igiene e sicurezza del lavoro e per intervenire nel primo soccorso.