Prepararsi al Momento Fatidico con un Testamento Olografo


Arriva un momento nella vita quando si decide che è il momento giusto per la stesura di un testamento, ci si può ritrovare disorientati se non si ha familiarità con la terminologia giuridica e con le innumerevoli proposte del mondo notarile, come per esempio il testamento pubblico, il testamento segreto, e il testamento olografo.

 Il Testamento Olografo: come fare per redigerlo

Il testamento olografo potrebbe essere considerata la via più semplice per accontentare il testatore, cioè chi redige il testamento e di rimbalzo anche i beneficiari. Infatti in questo caso il testatore deve scrivere il testamento di proprio pugno, utilizzando la sua classica calligrafia di modo che chiunque possa affermare che non sia stato redatto da un terzo. È importante ricordarsi di non utilizzare macchine da scrivere, computer, braille,  o altri strumenti che ne impediscano il riconoscimento. Infine bisogna apporre una firma e datarlo. Se sprovvisto di firma e data il testamento potrà essere impugnato dagli eredi. Questa tipologia può accontentare tutte le parti perché il testatore non deve seguire le rigide regole notarili, infatti può non rispettare le quote stabilite per legge che spetterebbero agli eredi come figli, coniugi e genitori. In ogni caso non rispettando queste quote si può comunque correre il rischio che venga impugnato dai beneficiari. Essendo il testamento un atto molto importante è necessario che venga custodito in un luogo sicuro ed è consigliabile redigerne più copie da consegnare a persone fidate, tra cui anche il notaio che provvederà poi all’apertura. Una volta scritto il testamento olografo ha validità fino a che non ne verrà redatto un altro in data più recente, in quel caso il testamento precedente perderà ogni valore legale.

 Fare del Bene anche dopo la Dipartita

Quando si redige un testamento bisogna avere le idee più chiare possibile, bisogna avere un’ampia veduta d’insieme, bisogna cercare di guardare oltre le mura di casa e rendersi conto che è possibile fare del bene anche quando non si sarà più su questa terra. Per questo è importante ricordare che nel testamento si possono inserire tra i beneficiari anche associazioni, ONLUS, enti benefici e tanti altri organismi che sono entrati, nel bene o nel male, nella nostra vita e che l’hanno migliorata. Continuare a fare del bene, ad aiutare le persone meno fortunate di noi anche dopo aver lasciato questo mondo è forse una delle cose più belle che può regalarci la vita.