Politica monetaria, la Gran Bretagna fa i conti con i dati macro poco brillanti


Continuano ad esserci dubbi sul futuro della politica monetaria della Gran Bretagna. Gli ultimi dati macroeconomici sono stati in chiaroscuro, alternando fattori che inducono all’ottimismo ad altri che fanno intravedere i problemi legati alla Brexit. Chiaramente questo incide anche sulla sterlina, che è tra le valute più negoziate su qualunque miglior sito opzioni binarie autorizzato Consob. Gli ultimi dati rilevanti sono stati quelli sulle vendite al dettaglio, che nel mese di luglio hanno evidenziato una espansione. L’indagine della Confederazione dell’industria britannica (CBI) ha mostrato infatti che la crescita delle vendite al dettaglio ha superato le aspettative nel 48% dei casi. Invece il 26% degli interpellati ha dichiarato che è stato più basso. Il saldo mensile delle vendite al dettaglio è salito quindi a +22 a luglio.

A sostenere questa crescita è stata in particolare la vendita di beni alimentari e di vestiti, mentre gli ordini posti sui fornitori sono aumentati a un ritmo discreto per un secondo mese consecutivo. Anche le prospettive riguardo al mese di agosto sono positive. Si attende infatti una ulteriore espansione (a ritmo simile a quello di luglio).

I problemi macro e la politica monetaria

E’ chiaro comunque che questo non basta per parlare di una economia britannica solida. Il problema Brexit infatti continua a farsi sentire, e pesa anche sulle decisioni di politica monetaria della Bank of England. Nel corso dell’ultima riunione tre membri del comitato per la politica monetaria hanno votato per un aumento immediato di quarto punto del tasso di interesse. Segno evidente che le pressioni per passare ad una politica più hawkish ci sono. Questo stato in incertezza si riflette anche nel Forex. Se prendiamo un elenco migliori forex broker online e ne apriamo uno a caso, di sicuro le relazioni degli account manager sulla sterlina inviteranno alla prudenza.

Nell’ultimo discorso il governatore Carney è sembrato voler fuggire un po’ dai commenti di tempi meno recenti. Infatti ha riconosciuto che una rimozione dello stimolo monetario potrebbe esserci nel prossimo futuro. Questo però sempre se l’economia dimostrerà di poter sopportare le pressioni inflazionistiche che continuano a crescere. Tuttavia, anche se pare possibile che l’inflazione aumenterà al di sopra del 3% nell’autunno, non è chiaro se la conseguente compressione della retribuzione reale e della spesa delle famiglie saranno compensate da miglioramenti in altri aspetti.E questo è un fattore importante di cui tenere conto.