Piegatura lamiera come processo industriale d’eccellenza


La piegatura lamiera è oggi uno dei tanti processi di lavorazione industriale più diffusi che affronta molte difficoltà, la più importante delle quali è legata alla natura del materiale di cui si compone ogni singola lamiera.

 



L’operazione di piegatura della lamiera comporta numerose astrusità, come la frammentarietà delle commesse, la variabilità della composizione dei lotti per cliente, ma soprattutto la differente risposta elastica che ogni lamiera dà al processo di piegatura. Quest’ultima caratteristica, insieme alle differenze di colata e al tipo di taglio applicato, rende la lavorazione di lamiere sempre unicahe e diversa dalle precedenti, nonostante si tratti di processi industriali e, come tali, sono associati ad una serialità di elementi ripetibili. L’industria ha fatto, in tale ambito, passi da gigante per compensare tali difficoltà e rendere i prodotti della lavorazione siderurgica industriale sempre più precisi e ripetibili, con lo scopo di ottenere prodotti il cui scarto di tollerabilità dimensionale sia sempre più ridotto ed offrire al cliente elementi modulabili e altamente rispettosi del progetto proposto. Oltre a ciò, l’industria della carpenteria leggera e pesante ha dovuto stabilire risultati notevoli anche dal punto di vista dell’estetica del prodotto realizzato. L’acciaio e i profili in lamiera sono sempre più richiesti come strutture ed elementi a vista e ciò richiede una massima precisione ed integrità dei pezzi, il cui danneggiamento significa per le aziende spreco di tempo e capitale.

Alcune avversità cui l’industria della carpenteria leggera e pesante deve far fronte per la piegatura delle lamiere sono spiegate di seguito.

 

Il ritorno elastico della lamiera

Il ritorno elastico è legato alla capacità del materiale di ritornare alla situazione iniziale nonostante sia stato sottoposto ad uno sforzo di piegatura. Il profilo di lamiera tende ad aprirsi nuovamente di un angolo superiore a 2,5°. In casi in cui l’acciaio ha una forte resistenza a raggiungere lo stato plastico, l’angolo di ritorno elastico è di oltre 10°. Il progresso ingegneristico ha dato una risposta pratica all’industria, che, per ovviare a tale problema, compie una sovrapiegatura di entità variabile da lamiera a lamiera, che accentua l’angolo di piegatura della lamiera, correggendo le impostazioni della piegatrice su un campione di materiale per poi applicarlo all’intero lotto di vendita. L’angolo di piegatura, inizialmente calcolato empiricamente, oggi viene determinato inserendo un sensore all’interno del meccanismo di piegatura che funziona per forme e superfici di qualsiasi tipologia.

 

Graffi alle superfici d’acciaio

Evitare di graffiare le superfici è una questione spigolosa, soprattutto per quanto riguarda la fase di cesoiatura. Un metodo che l’industria siderurgica d’eccellenza utilizza è quello di far scivolare la lamiera fra sfere di scorrimento in resina sintetica dotate di un dispositivo di regolazione pneumatico, in modo da attraversare il rullo riducendo gli attriti che si creano fra la macchina e la superficie metallica. La stabilità del pezzo viene garantita dalla compressione regolabile del rullo sulla lamiera, che deve essere altamente precisa per evitare ammaccature e danni alla superficie. La fase successiva di pressopiegatura, inoltre, può creare spiacevoli strisce antiestetiche dovute all’attrito con i bordi della matrice e se le lamiere non sono correttamente sostenute, si rischia di ottenere sconvenienti contropieghe.