Petrolio, l’OPEC fà un regalo di Natale anticipato agli USA

I regali di Natale sono arrivati prima quest’anno per il mercato petrolifero americano. A portare “doni” sono stati due personaggi davvero inattesi: da una parte Vladimir Putin, dall’altra Mohammed Barkindo (segretario generale del OPEC). cosa è successo esattamente? Appena qualche giorno fa, i paesi che aderiscono al “cartello” (ovvero i produttori OPEC) hanno raggiunto una intesa con la Russia per prolungare i tagli produttivi. Fino alla fine del 2018 quindi, la capacità produttiva di questi paesi non verrà utilizzata in pieno, allo scopo di tenere alti i prezzi contenendo l’offerta.


Petrolio, l'OPEC fà un regalo di Natale anticipato agli USA
Petrolio, l’OPEC fà un regalo di Natale anticipato agli USA

E non c’è dubbio che la cosa abbiamo finora funzionato. I prezzi del greggio sono infatti tornati verso quota 60 dollari al barile, toccando i massimi da due anni. Basta vedere l’indicatore MACD come funziona per cogliere quanto il trend del mercato sia stato positivo dal momento dell’introduzione dei tagli, avvenuta dopo il meeting di Vienna del novembre 2016.

 

Cosa cambia per il mercato del petrolio

Si tratta di un bell’assist per le società di trivellazione USA. I consigli di amministrazione si stanno preparando a delineare il budget per il 2018, e senza dubbio l’accordo OPEC-Russia li rende felici. I produttori americani grazie alla decisione di OPEC & Co, potrebbero infatti trovarsi la strada spianata per un sostanzioso incremento produttivo. In ogni caso l’estrazione avverrà a ritmi più intensi di quanto previsto. Infatti proprio l’estensione dei tagli alla produzione si tradurrà in prezzi del Petrolio più elevati per i drillers a stelle e strisce.

In questi giorni si stanno analizzando i budget nelle “stanze dei bottoni”. Gli esploratori si sono messi in allerta e sono pronti ad entrare in azione. E quando le quotazioni dell’oro nero salgono, sfruttano strumenti finanziari come le opzioni per bloccare i prezzi del barile per i mesi a venire. Si tratta del processo noto come strategia hedging Forex. Peraltro s’è già visto in molti casi che i produttori americani non sono certo timidi quando si tratta di aumentare i rigs operativi e le forniture di greggio ai mercati globali.

Secondo le stime di Bloomberg, nelle piattaforme del Nord America gli investimenti cresceranno nel prossimo anno del 20%. E va ricordato che già in questo 2017 c’è stato un aumento pari a circa il 41%. Non c’è dubbio che i recenti sviluppi del mercato spingano l’industria E&P del Nord America ad investire capitali. L’accordo OPEC-Russia infatti è un elemento in grado di rassicurare i commercianti di greggio, e fornirà ad investitori la garanzia di una certa stabilità dei prezzi.