Paradisi fiscali: quali sono?


Il concetto dei paradisi fiscali si è rapidamente diffuso negli ultimi anni, tanto da rappresentare una bella incognita. Sono in molte le persone che si chiedono cosa siano questi posti, e perché siano così tanto appetibili per gli investitori stranieri. La risposta, in realtà, è molto pragmatica e semplice: i paradisi fiscali sono Paesi in cui conviene investire e aprire delle aziende in proprio. Questo perché i Governi dei paradisi fiscali impostano un regime di tassazione ridotta, se non del tutto nulla, per favorire l’arrivo del capitale. In questo modo i Paesi come Panama, isole Vergini, Repubblica Domenicana riescono a mandare avanti l’economia. D’altro canto esistono molto paradisi fiscali anche in Europa. I più noti sono la Svizzera e l’isola di Malta, posti notoriamente noti per essere appetibili dal punto di vista economico. Tuttavia, occorre fare una differenza tra paradisi fiscali.

Per esempio, esistono i paradisi fiscali inseriti sulla white list, e quelli che invece fanno parte della black list della comunità economica internazionale. La differenza principale si rivela nella collaborazione di Stati con organismi finanziari internazionali, effettuando delle operazioni di scambio informazione. Difatti, Paesi della black list, come appunto Panama, garantiscono agli investitori il completo anonimato, mettendo al sicuro i loro soldi e non rivelando la loro identità agli Stati. In questo modo i Paesi della black list riescono a togliere il capitale dal flusso internazionale, stabilendolo localmente. Questo è un evento che a lungo andare potrebbe danneggiare, in modo anche serio, la circolazione economica provocando delle micro, o macro, crisi. D’altro canto, Stati come la Svizzera, inseriti sulla white list, scambiano informazioni con gli altri Stati, favorendo così i controlli e regolando i flussi di capitale.

Oggigiorno la comunità economica internazionale sta pensando alle possibili sanzioni da applicare ai Paesi della black list, in quanto responsabili, seppur parzialmente, dei problemi economici di Stati che rientrano nella definizione di paradisi fiscali. Tuttavia, tali sanzioni sono malviste da molte aziende multinazionali, le quali utilizzano le regole favorevoli imposte nei paradisi fiscali per sfuggire a carichi fiscali di più grave natura e avvantaggiare, quindi, la propria azienda. Serve quindi un compromesso, che permetterebbe ai paradisi fiscali della black list di mantenere comunque intatti i loro principali vantaggi, senza togliere alle multinazionali le loro possibilità, ma in contempo regolando i flussi di capitale e sottoscrivendo delle leggi severe, ma giuste, in tal ambito. Inoltre, i paradisi fiscali vengono divisi anche in base ad altri fattori, tra cui il carico fiscale stesso. Si spazia dagli Stati che azzerano le tasse a carico dell’investitore fino a Paesi che applicano un carico fiscale minimo.