Olio extravergine d’oliva pugliese: i pericoli dopo la calda estate

Quest’anno la calda e torrida estate in Puglia, appena lasciata alle spalle, può avere intaccato, in alcuni casi, la qualità della resa dell’olio extravergine pugliese. Infatti, il pericolo maggiore non viene dalla mosca delle olive, ma dal caldo anomalo e la mancanza di piogge che ha contraddistinto il periodo estivo. Non ci dovrebbero essere problemi per gli oliveti ben irrigati, in maniera abbondante e continua, mentre per gli oliveti in asciutta c’è il rischio di una crescita anomala dell’oliva, che potrebbe dare all’olio EVO, poi, un fastidioso sentore di secco in bocca.



Andando ad analizzare queste olive “anomale”, ci si rende conto che la percentuale di polpa è molto bassa rispetto al nocciolo, questo difetto può essere ridotto o addirittura risolto grazie alle piogge settembrine, ma questo non sempre accade. In realtà, queste olive avrebbero bisogno di più tempo per compensare la mancanza di polpa e quindi restare più tempo sulla pianta per essere irrorate di acqua e assorbire la luce del sole, ma spesso capita, invece, la caduta precoce per disidratazione del peduncolo.

Per avere garanzia di qualità e controllo, il suggerimento al momento dell’acquisto è di controllare l’etichetta e acquistare solo un buon olio extravergine pugliese DOP. Marchio a garanzia della qualità e della sicurezza dell’olio, che controlla tutta la filiera e il processo dalla produzione fino alla commercializzazione dell’olio.