Olio extravergine di oliva: come riconoscere la qualità


Quando si parla di condimenti, la scelta migliore da poter fare per benefici, sapore e proprietà nutritive è senza dubbio l’olio extravergine d’oliva. L’Italia è il secondo paese produttore di olio d’oliva in Europa, con ben 41 denominazioni DOP e 1 IGP riconosciute. In tal senso gioca un ruolo fondamentale il sud Italia, con Puglia, Calabria e Sicilia che da sole rappresentano l’85% della produzione nazionale. L’olio extravergine di oliva pugliese è un simbolo di eccellenza del territorio, tra i più apprezzati al mondo per le sue proprietà organolettiche.

Come fare per capire se siamo di fronte ad un olio extravergine di oliva di qualità o meno? Ecco i 3 principali regole d’oro:

 

Leggere bene l’etichetta

La prima cosa da fare durante l’acquisto dell’olio è leggere attentamente l’etichetta. Una volta assicurati che si tratta di un prodotto made in Italy, un altro importante valore da tenere in considerazione è la dicitura “spremitura a freddo” o “estrazione a freddo”. Questa informazione è di fondamentale importanza per riconoscere un olio di qualità, perchè la spremitura “a caldo”, realizzata a temperature che superano i 27 gradi rischia di compromettere le proprietà organolettiche dell’olio ed è sintomo di una lavorazione industriale.

 

Attenzione al colore

Un altro importante test da fare per riconoscere un olio di qualità è quello del colore. Una colorazione troppo limpida e trasparente è il risultato di una produzione industriale perché filtrato dall’acqua al fine di garantire una lunga conservazione nel tempo.

 

Test del pizzicore

L’olio di oliva presenta un sapore amaro e piccante? Tutto nella norma, vi siete imbattuti in un prodotto di qualità. Questa sensazione è assolutamente normale ed è dovuta alla presenza dei polifenoli, dei veri e propri antiossidanti naturali fondamentali per l’organismo. Attenzione a non confondere il pizzicore con l’acidità, parametro fondamentale per la scelta dell’olio ma che non è percepibile al palato.