Mercati nel dubbio: Draghi è stato frainteso davvero?


Il mercato e i suoi protagonisti hanno alimentato un dubbio. Quando Draghi è intervenuto a Sintra (Portogallo) per parlare della situazione economica e della politica monetaria, intendeva essere più falco o colomba? Il dilemma è sorto a seguito delle conseguenze di quell’intervento. I mercati infatti interpretarono le sue parole come un’apertura verso la svolta monetaria. La conseguenza è stata che l’euro si è apprezzato di oltre il 2% rispetto al dollaro, giungendo a pochi passi dal livello 1,15. I migliori segnali forex in tempo reale sicuri hanno tutti puntato sulla valuta della UE, e inoltre i tassi governativi sono cresciuti. Dulcis in fundo, ha avuto una impennata la curva dei rendimenti tedesca.

La mossa frettolosa dei mercati

Secondo molti analisti però, la reazione dei mercati è stata eccessiva. Le esternazioni del presidente della Bce erano effettivamente ottimistiche, ma non tali da essere interpretabili come un segnale della fine delle politiche monetarie accomodanti. Anzi, per molti versi ci si può aspettare ancora l’esatto contrario. In sostanza i mercati probabilmente hanno sovrastimato l’ottimismo di Draghi.
Forse il timore di alcuni investitori è stato quello di arrivare in ritardo all’appuntamento con la svolta restrittiva. Ma alla fine per evitare questa trappola, sono cascati nell’altra di arrivare troppo presto. Le previsioni euro dollaro 2017 eurusd non potevano essere così sballate.

E’ probabile invece che non ci sarà (men che meno imminente) un rialzo dei tassi d’interesse. E forse neppure né un vero e proprio tapering. Quest’ultimo infatti implicherebbe un preciso epilogo per il piano da 60 miliardi in acquisto su base mensile. Quello che appare chiaro a molti è che i tempi per una svolta non sono maturi, anche se si sono avvicinati. Del resto le aspettative di un rialzo dei prezzi al consumo sono andate deluse in Europa (ma anche negli USA). A giugno il tasso annuale d’inflazione si attesterà all’ 1,3%, in calo rispetto all’ 1,4% di maggio e all’ 1,9% del mese precedente.

Sappiamo bene quanto il tema dell’inflazione sia caro a Draghi. Basta questo per dire che le sue esternazioni in Portogallo sono state travisate. E forse pure tanto. Draghi ha sottolineato come la Bce debba essere tenace nel garantire che le condizioni finanziarie continuino a supportare la dinamica reflattiva.Uno che parla così, non può avere in mente una svolta a breve.