Materie prime, momento difficile a causa del dollaro USA

Sono settimane di grandi incertezze per i mercati delle materie prime. Il rafforzamento del dollaro americano infatti e il clima di incertezza sui mercati internazionali stanno avendo delle ripercussioni su questo settore. Se i mercati dei metalli industriali sono i più colpiti, in generale tutte le commodities sono sotto pressione.

Durante il mese di ottobre è stato profondamente negativo per le Borse, che non erano andate mai così male dal 2012. Un andamento così negativo da indurre illustri analisti (come quelli del Financial Times) a ipotizzare che siamo alla fine del trend di crescita decennale dei mercati azionari. Del resto anche gli indicatori trend following migliori evidenziano una situazione quanto meno di debolezza della spinta. Se prendiamo gli Stati Uniti, lo S&P500 è crollato nelle ultime settimane per le preoccupazioni circa le prospettive di rallentamento degli utili aziendali.


Materie prime, momento difficile a causa del dollaro USA
Materie prime, momento difficile a causa del dollaro USA

Il dollaro e le materie prime

Questa situazione di incertezza ha investito anche il settore delle materie prime. Dopo due anni e mezzo di guadagni, i prezzi delle materie prime si sono fermati, con i prezzi dei metalli di base in calo di oltre un quinto da giugno. Come detto, le cause principali sono il dollaro americano e i timori della guerra commerciale scatenata dagli Stati Uniti. Eppure gran parte delle commodity può vantare dei fondamentali molto positivi, ma i mercati sembrano ignorare le buone notizie.

L’esempio più evidente è l’alluminio. Malgrado i fondamentali siano solidi e i prezzi dell’allumina siano in cresicta, la quotazione dell’alluminio ha accusato un brusco calo. A inizio novembre il contratto a 3 mesi quotato al London Metal Exchange (LME) valeva infatti 1.977 dollari a tonnellata. Chi adotta strategia belkhayate timing ha potuto notare una forte spinta ancora al ribasso. Inoltre le scorte ufficiali di metallo all’LME sono diminuite di altre 1.825 tonnellate.

Secondo molti analisti, i prezzi delle materie prime sono disconnessi dai fondamentali e sono influenzati dal quadro macroeconomico deteriorato dell’economia. Il fattore di rischio più grave resta però la guerra commerciale in corso tra Stati Uniti e Cina. Anche perché sembra improbabile che possa essere risolta in tempi brevi.