L’utilizzo della canapa nelle ristrutturazioni edilizie


La Canapa o Cannabis Sativa è stata coltivata in Italia fino agli anni ’40 del secolo scorso, poi la sua coltura è stata abbandonata per il suo scarso rendimento produttivo in grande scala e per il divieto di coltivazione subentrato con le normative italiane che ne vietano produzione di canapa con valori di THC superiori a 0,02%. Oggi, però, la scienza agraria è in grado di produrre specie in cui l’elemento stupefacente viene annullato conservando tutte le altre proprietà e qualità della canapa i cui utilizzi spaziano dal tessile, all’industria cartiera all’edilizia. Proprio in campo edilizio, questa fibra naturale viene utilizzata come isolante e rinforzo strutturante nelle ristrutturazioni.

Come si utilizza la canapa nell’edilizia

Anche se a livello sperimentale, soprattutto nel Centro Italia, ci sono delle imprese di ristrutturazione appartamenti Roma che propongono di utilizzare come pannelli isolanti, materiali prodotti con la canapa. I vantaggi sono diversi a cominciare dall’eco-compatibilità ambientale. La stessa coltivazione della canapa, all’origine, è eco-sostenibile trattandosi di una pianta a rapida crescita, che non necessita di pesticidi né di antiparassitari in quanto è essa stessa pianta infestante e priva di proteine che attirano roditori o insetti; inoltre necessita di poca irrigazione ed ha essa stessa la capacità di bonificare e risanare aree inquinate grazie alle sue proprietà fertilizzanti e fitodepurative.

A tutti è noto l’utilizzo della canapa nell’industria tessile perché è una fibra robusta, resistente al logorio e agli sforzi di trazione, capace di assorbire liquidi, ricca di selenio che è un componente dalle ottime proprietà isolanti. Proprio per queste sue caratteristiche si ritiene la canapa idonea anche nell’edilizia e con opportuni trattamenti si creano prodotti efficaci ed efficienti. Inoltre con la cellulosa si producono bio-plastiche riciclabili che possono sostituire i derivati del petrolio. Per le sue proprietà traspiranti e di resistenza, la canapa non viene attaccata da muffe, resiste al calore  e all’esposizione solare. L’uso sperimentale in edilizia ha già dimostrato la possibilità di produrre dalla canapa, feltri, fiocchi, materassini, pannellature, mattoni, ma anche vernici, smalti e colle dalla consistenza leggera, traspirante, resistente alle muffe, ma dal forte potere ignifugo e isolante sia termico che acustico. Il suo grado di igroscopicità è elevato, vale a dire che è in grado di autoregolarsi a seconda dell’umidità: la accumula quando è in eccesso e la rilascia nell’aria quando questa è troppo secca. Per questo risulta ideale come isolante e si producono, infatti, pannelli da inserire nelle murature, nei sottotetti, nei controsoffitti, nelle pareti divisorie interne. Questi pannelli sono già utilizzati sia nella costruzione di edifici nuovi, sia nelle ristrutturazioni.

Ma come sono fatti i pannelli di canapa? I pannelli di canapa si ottengono dalla triturazione dei fusti della pianta, i trucioli vengono “legati” con poliestere o preferibilmente con amido di patate e colle naturali. L’ “impasto” ottenuto viene compattato e pressurizzato. Poiché la produzione di canapa è ancora scarsa, le fibre vengono spesso mescolate ad altre fibre naturali come il kenaf. I pannelli di canapa commercializzati si chiamano CAF, panelli di fibra vegetale compressa, e variano per spessore e densità. I pannelli di media densità sono utilizzati per pannellature e mobili, mentre quelli ad alta densità hanno funzioni strutturali. L’installazione dei pannelli di canapa è veloce, facile, non produce polveri, non contiene agenti allergeni e sono riciclabili.

Negli interventi di rinforzo strutturale, la canapa sostituisce le fibre di carbonio, vetro o acciaio. La bio-fibra di canapa, infatti, ha ottime proprietà meccaniche, resiste agli sforzi, alle tensioni e deformazioni e viene utilizzata per rinforzare murature, archi, volte, anche in edifici lesionati da incendi o sismi. Infatti, in Abruzzo è stato ideato e brevettato un intero sistema edilizio a base di prodotti derivati dalla canapa. Gli edifici risultano antisismici, termo acusticamente isolati, biocompatibili e realizzati con costi competitivi. Infine, mischiando la canapa al cemento si ottiene un “calcestruzzo isolante” più leggero del cemento tradizionale, mentre miscelata con la calce si producono vernici idonee per intonacare sia pareti esterne che interne.