Lumache spazzine


Chiunque abbia un acquario d’acqua dolce sarà sempre perseguitato dalla questione delle lumachine cosiddette INFESTANTI.

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Come arrivano nelle nostre vasche? Sono davvero così dannose? Sono davvero così “imprevedibili”? Vale la pena schiacciarle tra le dita o peggio ancora buttarle vive nel WC? Le lumache non si formano all’interno dei nostri acquari, ma ci giungono attraverso le piante acquistate, sulle cui foglie hanno deposto le uova trasparenti, o che ospitano lumachine quasi invisibili. Non crediate che le uova di lumache vengano mangiate da tutti i pesci, anzi, hanno un sapore sgradevole e non vengono considerate come un alimento.

L’acquario con le lumache

Certo, chi ha deciso di allestire un acquario, lo fa seguendo certi canoni: godere della sua bellezza per rilassarsi. Lo fa quindi ANCHE per una questione estetica, come abbellire un salotto o una sala da pranzo. A volte si rischia di far prevalere l’estetica su altre cose molto più importanti: questo non dovrebbe mai accadere quando si parla di esseri viventi. L’acquario è certamente una componente dell’arredamento, ma è sicuramente qualcosa di più. Esso è un ecosistema DIPENDENTE DA NOI e allo stesso tempo indipendente, che funziona solo grazie alla nostra dedizione, alle nostre cure e alle nostre attenzioni.

Ora, il problema lumachine è molto discusso tra comunità di acquariofili, ma la verità è che queste lumachine sono facilmente mantenibili sotto controllo. Se tenute in numero normale, contribuiscono all’equilibrio i quell’ecosistema di cui si parlava. Infatti, queste piccole lumachine si occupano principalmente tutta la giornata (e anche di notte) di fare da “spazzine” nel nostro acquario, mangiucchiando le alghette dai vetri, dalle piante e residui di cibo lasciati dai pesci. Danno una seria mano alla pulizia della nostra vasca. Naturalmente il problema sorge nel momento in cui trovano TROPPO cibo a disposizione.

Infatti, coloro che si avvicinano per la prima volta a questo mondo spesso fanno l’errore di sovradosare il mangime per i pesci. Questo finisce sul fondale a marcire e nel peggiore dei casi inquina l’acqua. Bisogna ricordarsi che le lumachine si riproducono in base alla quantità di cibo che trovano. L’eccesso di mangime innesca un processo a catena di riproduzione, difficilmente controllabile. Se si è sfortunati si genererà un esercito di physia che potrà anche rovinarci le piante.

Scatta subito la caccia alle lumachine, allo sterminio di piccoli esserini viventi – sì! esseri viventi – come lo sono i nostri pesciotti o le preziose ampullarie o neritine, che compriamo nei negozi e che nessuno si sognerebbe mai di schiacciare tra le dita. Alcuni danno il via all’utilizzo di prodotti chimici, che spesso risultano inefficaci. Rispettando l’autonomia del biosistema della vasca si possono anche introdurre, in caso di eccesso, pesci mangia-lumache: Anomalochromis Thomasi, vari tipi di Botia, Chilotilapia Rhoadesi, Haplochromis Placodon, Lamprologus Tetracantus, Tetradon Fahaka Strigosus, Sinodontis.

Ma perché arrivare a questo? Il segreto per tenere sotto controllo le lumachine (che siano physa, che siano lymnaea, che siano planorbis), è quello di verificare sempre i valori dell’acqua, che normalmente si dovrebbe fare di routine per garantire un buon habitat ai i nostri ospiti. Inoltre è opportuno somministrare poco cibo per volta ai nostri pesciotti: alimentazione frequente e modesta. Piccole dosi somministrate più volte al giorno sono più gradite e i pesci crescono meglio. Il cibo deve essere consumato almeno per il 95% in pochi minuti senza lasciare residui sul fondo e sull’arredamento dell’acquario. In questo modo si evita sia il danno estetico di vedere tutte quelle lumachine sui vetri e sull’arredamento della nostra vasca, sia lo sterminio forzato delle creaturine innocenti. Potremmo tranquillamente osservare le lumachine presenti mentre puliscono il fondo, le foglie delle nostre amate piante o i vetri dell’acquario.