L’erario sta cercando l’aiuto di commercialisti e avvocati


Sono molti gli adempimenti richiesti ormai soltanto per via telematica (ad esempio: dichiarazione dei redditi, spesometro trimestrale, comunicazioni trimestrali IVA, fatturazione elettronica). Queste procedure sono state impostate in modo tale da poter esercitare un maggiore controllo sui contribuenti. Probabilmente però la grande mole di dati acquisiti dagli enti tributari non è ancora in grado di fornire un quadro completo e preciso delle dichiarazioni dei redditi.

Il 4 giugno 2016 al Festival dell’Economia di Trento, il direttore dell’Agenzia delle Entrate Rossella Orlandi ha dichiarato: “È un mito che l’Agenzia possa sconfiggere evasione ed elusione pigiando il tasto di un computer. Con 11 mila addetti ai controlli è fisicamente impossibile controllare 40 milioni di dichiarazioni fiscali.”

È da questo concetto che si sta sviluppando una tendenza da parte dell’erario di coinvolgere commercialisti e avvocati nel controllo dei propri clienti.

Anche dal punto di vista della giurisprudenza sembra si vada nella direzione di far pagare al consulente per l’evasione o l’elusione commessa dall’azienda seguita.

Inoltre la Commissione Europea ha avviato delle consultazioni per trovare nuovi metodi per scoraggiare la progettazione di operazioni fiscali elusive.

In pratica, se gli stati non riescono a controllare i contribuenti, ci devono pensare i professionisti.

Il professionista ha bisogno di tranquillità

Vista questa situazione non facile, lo studio commerciale deve avere il giusto tempo e un software commercialisti adeguato per operare serenamente.

La pressione a cui è sottoposto il professionista può infatti essere logorante e compromettere il servizio offerto e la passione stessa per la propria materia di competenza.

Ecco perché non ci possono essere complicazioni tecniche ad interferire sul lavoro: meglio cercare un programma ottimizzato in base alle necessità.

I commercialisti devono far fronte continuamente a nuove normative e questo sappiamo essere parte del mestiere. Ma se un tempo gli adempimenti avevano una cadenza mensile, ormai hanno una cadenza quasi giornaliera.

Fonti: articolo “Professionisti da guardia” di Marino Longoni, pubblicato sul quotidiano Italia Oggi di lunedì 14 novembre 2016.