Le sculture dei palazzi leccesi e il loro nascosto significato


Aspetti interessanti a Lecce, che sono legati alla storia dell’epoca moderna e contemporanea, si possono notare nei dettagli architettonici e delle sculture dei suoi palazzi barocchi che celano aneddoti nascosti, superstizioni e leggende.
Se si passeggia per le viuzze del centro storico, e si arriva a Palazzo Giaconia, in via Scipione de Summa.

Questo è un edificio cinquecentesco in stile durazzesco-catalano ed è considerato tra i più grandi di Lecce e che ha due ingressi.
Questo palazzo è stato fatto erigere da monsignor Giaconia, il vescovo di Castro . Nel corso dei secoli anni ebbe diversi utilizzi. Alla fine del Settecento venne acquisito dalla famiglia Lopez y Royo.
Nella seconda metà del 1800 venne restaurato e i restauri portarono alla luce un grande salone segreto, tappezzato in nero e con grossi ceri e vari teschi. Dopo diverso tempo il mistero della sala e dei simboli ivi trovati come compasso, riga, una cazzuola e archipendolo scolpiti su comignolo e cornicione del palazzo venne svelato . Si seppe che dal 1804 era stato la sede della prima loggia massonica di Lecce e in quella sala si tenevano le riunioni degli affiliati.

In Corso Umberto I vicino a Palazzo dei Celestini che è la sede della Provincia di Lecce e anche della Prefettura si trova il Palazzo Personè, del XVII secolo.

Guardando il balcone si nota che su una delle mensole di sostegno è scolpito un uomo che porta gli occhiali.

Questo soggetto è insolito nelle sculture dell’arte seicentesca leccese. Però lo stesso viso compare anche su due altri palazzi del centro storico ovvero Palazzo Olita, e un palazzo in via Palmieri, e gli esperti ritengono che questa scultura ritragga il progettista dei tre palazzi che volle così personalizzare e mettere la firma sulle sue opere.