Le principali garanzie richieste per accendere un mutuo


Chi ha già avuto a che fare con i mutui, sa quanto siano diventati restrittivi i criteri su cui le banche e gli enti finanziari si basano per valutare l’affidabilità dei richiedenti. Per questo motivo è molto importante per le famiglie o le persone che desiderano aprire un mutuo apprendere sin dal principio quali sono le principali garanzie richieste.

Siamo ben lontani, infatti, dagli anni in cui era molto più semplice ricevere in prestito delle somme di denaro anche importanti. Probabilmente fino a qualche anno fa era più semplice per le banche riporre la propria fiducia nei mutuatari, soprattutto grazie ad una certa solidità economica di cui poteva disporre la maggior parte delle famiglie.

Nell’ultimo periodo, invece, l’ondata di licenziamenti e la disoccupazione in aumento hanno fatto in modo che molte persone con un mutuo sulle spalle non riuscissero più a garantire le rate previste per estinguere il prestito.
Di conseguenza, le banche, gli istituti di credito e le società finanziarie hanno sentito la necessità di tutelare i propri interessi nei confronti del rischio, piuttosto elevato, di non vedersi rimborsare le somme elargite nel corso degli anni. L’erogazione dei mutui si è così ridotta, mentre le garanzie richieste per accenderli si sono incentivate. Tra le principali garanzie previste rientrano soprattutto l’ipoteca, la fideiussione, le polizze assicurative e le moratorie.





L’“ipoteca” è probabilmente la forma di garanzia più nota, soprattutto nell’ambito dei mutui immobiliari. Nello specifico, si parla proprio di mutuo ipotecario. In sostanza, quando un mutuatario richiede un prestito di questo tipo, deve offrire alla banca o all’ente finanziario un bene come garanzia. Nel momento in cui non dovesse più riuscire a versare alla banca l’importo dovuto per estinguere il mutuo, il bene verrà sottratto e messo all’asta come risarcimento parziale o totale del prestito.

Generalmente è possibile ipotecare soltanto un immobile, senza la possibilità di dividere l’ipoteca tra i vari settori del bene offerto in garanzia. In sostanza, nel momento in cui scegliamo di ipotecare la nostra casa, saranno automaticamente incluse nel contratto tutte le strutture annesse all’edificio, compresi box, cantine e posti auto.

L’ipoteca continua ad avere validità anche nel momento in cui l’immobile fosse ceduto o venduto a terzi, a patto che venga comunicata agli acquirenti o ai beneficiari. L’ipoteca si estingue automaticamente una volta trascorsi 20 anni dalla firma del contratto. Nel caso in cui le rate del mutuo non fossero terminate dopo questo periodo di tempo, sarà necessario il suo rinnovo.

Più precisamente, secondo la legge 40/2007 del Decreto Bersani, tutti i mutuatari di un prestito ipotecario che abbiano estinto regolarmente la somma dovuta, dovranno ricevere un’attestazione per garantire l’abolizione dell’ipoteca sull’immobile prescelto.

Per quanto riguarda la “fideiussione”, invece, si tratta precisamente di una garanzia aggiuntiva, che la banca o l’ente finanziario possono richiedere oltre a quelle principali, tra cui l’ipoteca. In particolare, con la fideiussione la persona che richiede un mutuo sceglie di farsi garantire nei confronti del creditore da un garante. Nella maggior parte dei casi il garante è un membro della famiglia del mutuatario, che accetta di farsi carico della somma da risarcire alla banca, qualora il richiedente “ufficiale” non sia più in grado di farlo con le proprie forze.

Alcune persone scelgono inoltre come garanzia la polizza assicurativa. La più utilizzata è l’assicurazione sulla vita, stipulata dal mutuatario per tutelare i propri familiari e gli eredi in caso di decesso o infortunio. Allo stesso modo, è possibile richiedere una polizza contro danni all’immobile, furto o incendio, che diventa obbligatoria quando si sceglie di richiedere un mutuo ipotecario.

Spesso le banche offrono ai clienti la possibilità di affidarsi a delle compagnie assicurative convenzionate. In ogni caso, la scelta è sempre a discrezione del cliente, che può decidere di rivolgersi alla propria compagnia di fiducia o ad un’altra che offra polizze più vantaggiose.

Infine, le “moratorie” o “tassi di mora” rappresentano la forma di garanzia più utilizzata dalle banche. Nel momento in cui il mutuatario non riesca a versare la rata del prestito nel tempo prestabilito, la banca o l’ente di credito applicherà un sovraprezzo, che viene calcolato in base al numero di giorni di ritardo.

Grazie alla sentenza Cass. 9 gennaio 2013 n.350, è stato definitivamente imposto un tetto massimo oltre il quale le banche non possono far aumentare i tassi di mora. In caso contrario, si parla di tassi usurari, sanzionabili nei confronti dei creditori.