Le penne per scrivere


Le prime penne per scrivere erano costituite da una penna d’oca o da una cannuccia. La loro punta veniva intinta nell’inchiostro di origine vegetale come quello cinese e il ferro gallico oppure in quello di origine animale, solitamente di seppia. Già gli egizi erano soliti adoperare queste tipologie di penne per tracciare i noti geroglifici sui papiri ancora oggi visibili nei più importanti musei del mondo. I pennini metallici da inserire sulle penne d’oca sono arrivati più tardi, ovvero a partire dal XVII secolo. Furono le suore di Port Royal alla fine del Diciassettesimo secolo a fabbricarsi da sole pennini in rame. La loro diffusione non fu rapidissima perché erano costosi e inoltre la scrittura era una pratica d’elite e non certo cosa alla portata di tutti. Solo dopo la rivoluzione industriale si iniziarono a produrre pennini in serie e l’inglese Gillot perfezionò la tecnica di produzione mirando a una drastica riduzione del loro costo.

Il passo successivo nell’evoluzione delle penne è stata l’invenzione della stilografica. Fu creata a fine ‘800 e in pratica non è altro che la rielaborazione del pennino. Le penne stilografiche hanno il vantaggio di non dover essere intinte nell’inchiostro perché viene interno mediante le apposite cartucce. Con il passare degli anni anche le primordiali stilografiche si sono evolute fino ad arrivare al rapidograph. Tutt’oggi queste tipologie di penne per scrivere costituiscono una vera e propria eccellenza nel campo della grafica. Vengono adoperate sia per disegni artistici che tecnici con ottimi risultati. Tuttavia fra i modelli di penne più ricercati sul mercato c’è sicuramente la nota penna BIC. Chi non ne ha mai avuta una?

La penna Bic vanta una serie numerosissima di imitazioni più o meno riuscite che differiscono per aspetto ma che hanno la medesima funzionalità. Questa penna venne ideata da Laszlo Josef Birò a metà del Novecento e successivamente perfezionata dal francese Marcel Bich prima di essere messa in produzione su larga scala. il perfezionamento riguardò in particolare la fluidità dell’inchiostro contenuto nella penna ma anche la sua forma. La penna a sfera prodotta dalla Bic ebbe rapida diffusione sia in Europa che negli Stati Uniti e in poco tempo venne considerata da tutti come la penna per eccellenza: facile da usare e alla portata di tutti. La produzione di questo tipo di penne per scrivere, anche al giorno d’oggi, è molto florida e quotidianamente ne vengono immessi sul mercato enormi quantitativi destinati ad essere venduti rapidamente. La sua praticità d’utilizzo e la sua economicità l’ha resa popolare anche fra le classi meno abbienti sia In Italia che in altre nazioni del mondo. Viene comunemente adoperata sia dai bambini che frequentano la scuola primaria che da professionisti della carta stampata anche se ultimamente, con l’introduzione delle nuove tecnologie, c’è chi preferisce digitare le parole sopra un tastiera invece che scriverle con la classica penna a sfera.