Le origini della cremazione


L’usanza di ricorrere a qualche forma di omaggio o di sepoltura dopo la morte di un proprio parente o di un amico risale all’antichità. Questo principio ci accompagna da tempi remoti ed è divenuta una “regola” che tutti rispettano, unanimamente. In passato la tipologia dei riti che rappresentavano il commiato dei defunti variava da popolazione a popolazione e spesso si utilizzavano riti diversi contemporaneamente o si alternarono nei diversi secoli. A quanto pare, le vere ragioni per cui, ad un certo punto, alcune popolazioni adottarono il rito della cremazione al posto della pratica dell’inumazione, non si conoscono. Di solito, infatti, l’inumazione era la pratica più diffusa e adottata. Probabilmente, in principio la cremazione possedeva carattere sacro proprio perché era riservata a particolari individui o categorie di persone. Le prime testimonianze di questo rito particolare, in effetti, porterebbero a pensare questo: le documentazioni risalgono a circa 5000 anni fa e fanno riferimento alla civiltà dei Sumeri e degli Accadi, che, nel terzo millennio avanti Cristo, si erano stabiliti nella bassa Mesopotamia intorno. Nei pressi dei loro templi furono trovate delle urne cinerarie e questo porterebbe quindi a pensare che la cremazione fosse un rito riservato unicamente ai sacerdoti e ai nobili. La stessa cosa avveniva inizialmente presso le civiltà degli Ittiti, i quali riservavano il rito della cremazione ai loro principi.

La civiltà sumerica esercitò una grande influenza in tutto l’Oriente, e, probabilmente, le credenze e i riti propri dei sumeri si estesero anche a popolazioni molto lontane e continuò ad essere praticato nel tempo. Pare, infatti, che le antiche popolazioni avrebbero riservato alla forza purificatrice e creatrice del fuoco un ruolo centrale nelle loro credenze e usanze funebri: il fuoco operava sui corpi nello stesso modo in cui agiva sui metalli, purificandoli e trasformandoli.

Dunque, inizialmente la cremazione era un rito che veniva adottato solo in maniera sporadica, ma divenne poi pratica comune, soprattutto a partire dal XIV° secolo a.C., continuando ad essere adottata fino ai giorni nostri.

In un primo momento, in Italia, la pratica della cremazione aveva trovato sostegno dalla Massoneria (nel XIX secolo), ma la Chiesa condannò questa tipologia di rito perché ritenuta antireligiosa. L’opposizione della Chiesa nel tempo ha sicuramente ostacolato il diffondersi del rito della cremazione nel nostro Paese, ma oggi le sue disposizioni a riguardo sono contenute nel canone 1176, punto 3, del Codice di diritto canonico: “La Chiesa raccomanda vivamente che si conservi la pia consuetudine di seppellire i corpi dei defunti: non ne proibisce, tuttavia, la cremazione, tranne che venga scelta per motivi contrari alla dottrina cristiana.”

Oggi, quindi, molte agenzie funebri offrono la possibilità di optare per questo rito, anche nel territorio della Capitale, dove si può facilmente ricorrere alla cremazione Roma