I lavori in quota e la sicurezza sul lavoro


Il decreto Legislativo n. 81/2008 è il Testo Unico sulla sicurezza e il Capo II è esplicitamente dedicato alle Norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro nelle costruzioni e nei lavori in quota con indicazioni specifiche anche sul montaggio o smontaggio di ponteggi, fissi, temporanei e mobili. Il settore edile è in leggera ripresa soprattutto nei grandi centri urbani sia grazie agli incentivi per la ristrutturazione che a nuovi investimenti nel settore. Ciò significa cantieri aperti un po’ ovunque, ma anche maggiore attenzione alla sicurezza sul lavoro Roma è una delle città in maggior fermento cantieristico. E ciò significa anche maggior impegno da parte delle aziende sulla sicurezza del lavoro – come la US Group – impegnate nella formazione, ma anche nei controlli e nella stesura dei protocolli di sicurezza.

 

Cosa prevede la normativa italiana

Il legislatore definisce i lavori in quota come qualsiasi tipo di lavoro che espone il personale a rischio di caduta dall’alto e, più precisamente, caduta da un’altezza di 2 metri rispetto al piano stabile. Le norme si applicano di conseguenza, come si legge nel testo unico, a tutte le «attività che, da chiunque esercitate e alle quali siano addetti lavoratori subordinati o autonomi, concernono la esecuzione dei lavori di costruzione, manutenzione, riparazione, demolizione, conservazione, risanamento, ristrutturazione o equipaggiamento, la trasformazione, il rinnovamento o lo smantellamento di opere fisse, permanenti o temporanee, in muratura, in cemento armato, in metallo, in legno o in altri materiali, comprese le linee e gli impianti elettrici, le opere stradali, ferroviarie, idrauliche, marittime, idroelettriche, di bonifica, sistemazione forestale e di sterro. Costituiscono, inoltre, lavori di costruzione edile o di ingegneria civile gli scavi, ed il montaggio e lo smontaggio di elementi prefabbricati utilizzati per la realizzazione di lavori edili o di ingegneria civile».

L’art. 111 del Testo Unico ribadisce gli obblighi del datore di lavoro in quanto primo responsabile della sicurezza dei propri dipendenti, i quali a loro volta hanno l’obbligo di attenersi ai sistemi di sicurezza definiti. Nel caso dei lavori in quota, il datore di lavoro deve predisporre il sistema di accesso al posto di lavoro in quota garantendo la sicurezza collettiva e individuale, nonché stabilire la frequenza di accesso, il dislivello e la durata dell’impiego. Deve essere previsto anche un sistema di evacuazione, in caso di pericolo.

I passaggi aerei tra piattaforme, passerelle, impalcature non deve comportare ulteriori rischi di caduta. Relativamente all’uso di scale a pioli e funi, la legge dispone che se ne limiti l’utilizzo e per impieghi di breve durata, infatti «il datore di lavoro dispone [di funi e scale a pioli]soltanto in circostanze in cui, a seguito della valutazione dei rischi, risulta che il lavoro può essere effettuato in condizioni di sicurezza e l’impiego di un’altra attrezzatura di lavoro considerata più sicura non è giustificato a causa della breve durata di impiego e delle caratteristiche esistenti dei siti che non può modificare. Lo stesso datore di lavoro prevede l’impiego di un sedile munito di appositi accessori in funzione dell’esito della valutazione dei rischi ed, in particolare, della durata dei lavori e dei vincoli di carattere ergonomico».

Tra gli obblighi del datore di lavoro si citano anche:

  • La predisposizione di DPI;
  • L’obbligo a far indossare ai suoi dipendenti i dispositivi di protezione;
  • La valutazione delle condizioni meteorologiche in base alle quali in condizioni avverse che mettono a rischio i lavoratori si deve fermare o astenere dall’attività;
  • Proibizione dell’uso di sostanze alcoliche o stupefacenti.