L’allevamento di capre di cashmere   Recently updated !


Il connubio tra natura e business

Allevare capre di cashmere è una realtà anche nel nostro paese! Si tratta di una specie originaria della zona nord-occidentale dell’India che progressivamente si sta sempre più affermando anche nelle nostre zone montane. In particolare oltre alle aree del bellunese e della Valsesia, abbiamo le provincie di Modena (Sassuolo), Firenze (Barberino del Mugello) e dell’Aquila (Ovindoli) mentre scendendo nelle aree più a sud, si distinguono le provincie di Benevento (Torrecuso) e Foggia (Orsara di Puglia).

La capra cashmere è l’equilibrio perfetto tra natura ed economia. Si tratta di una specie che riesce ad adattarsi al clima estremamente variabile e grazie alla sua alimentazione basata su foraggi a basso fusto e al pascolo libero favorisce uno sviluppo sostenibile della realtà montana locale.

Grazie a questi “decespugliatori eco-sostenibili” si salvaguardia l’ambiente e si valorizzano i territori abbandonati senza l’impiego di materiali o macchine inquinanti nonché si favorisce la biodiversità ripopolando le aree abbandonate con insetti, animali e piante che i processi industriali hanno con il tempo sempre più ridotto.

Inoltre non bisogna dimenticare che in questo modo si  favorisce il loro benessere così come stabilito in ambito europeo nel Protocollo sulla Protezione e Benessere degli animali in cui sono indicati i principali campi d’azione per favorirne il rispetto sulla base del riconoscimento come esseri sensibili.

Ma non è tutto!

L’impatto sull’ambiente è accompagnato da una fonte di reddito particolarmente interessante. Non si tratta di una “capra qualunque” ma di un “tesoro” nascosto in una fibra naturale.

Il business va ricercato nel loro vello che permette di ottenere una fibra ad alto valore aggiunto.

Con poche e semplici attrezzature, durante la primavera, la capra cashmere è soggetta a stripping  con un pettine dotato di ganci duri ed appuntiti per ottenere una fibra nobile da cui si possono ricavare circa 300-400 grammi di sudicio, se si tratta di castrati, ossia esemplari la cui fibra è mischiata con peli normali, mentre, nel caso di femmine il quantitativo e leggermente ridotto variando dai 200-250 grammi.

Dopo un primo processo di raffinamento, in cui si divide il duvet dal pelo più ruvido e grosso, si passa al processo di dejarratura che in modo meccanico seleziona ulteriormente la preziosa fibra per giungere ad un prodotto puro di eccellente qualità. All’incirca con quattro ore di lavoro si riescono ad ottenere 60-70 grammi di fibra pura che viene impiegata nell’artigianato di lusso.

Se si pensa che abbiamo bisogno di circa sei o sette esemplari per realizzare solamente una sciarpa si possono capire gli elevati prezzi che si richiedono per tali prodotti!

Così l’allevamento di capre di cashmere è un connubio tra amore per la natura e le sue creature ma nello stesso tempo la ricerca di un business sempre più pregiato e ricercato verso cui la nuova economia sembra indirizzarsi.