La variabilità delle cartucce per stampanti


Solo qualche decennio addietro le cartucce per stampanti sembravano qualcosa di molto simile a una lontana fantasia, ma oggi sono una realtà molto vasta. Basti pensare che esistono differenti cartucce per stampanti, suddivise a seconda delle dimensioni, del numero di camere, dei colori contenuti e persino della tipologia di sostanze chimiche che permettono la stampa. Per esempio le cartucce a toner, che vengono inserite nelle apposite stampanti digitali, permettono un processo di stampa molto rapido e in contempo preciso. Nella loro variabilità, tutte le cartucce di stampa hanno in comune delle caratteristiche. Per esempio, le cartucce sono tutte rimovibili e ricaricabili. Possono essere facilmente estratte dalla stampante e ricaricate presso un punto di vendita (oppure a mano, se si ha l’inchiostro adatto e si conosce il procedimento). Inoltre, tutte le cartucce contengono dell’inchiostro.

Come già accennato precedentemente, questi può essere un vero e proprio inchiostro nero o multicolore. Oppure può essere rappresentato dal toner, – una sottile polvere nera spruzzata sul foglio, – dove poi forma i segni. Tutte le cartucce funzionano in modo simile, e l’inchiostro contenuto in esse viene spruzzato sul foglio, dove quindi viene modellato da alcuni meccanismi fino a formare lettere o immagini. Il meccanismo più utilizzato è a getto d’inchiostro, conosciuto anche per via di alcune tipologie di cartucce (inkjet, appunto). Per formare segni multicolore vengono impiegati solo 4 inchiostri basilari: il nero, il giallo, il ciano e il magenta. Generalmente le cartucce per stampanti sono costituite da varie parti, come un serbatoio per l’inchiostro, la testa di stampa e il materiale plastico. La sua composizione è, pertanto, abbastanza semplice, nonché facile da comprendere. Le cartucce più avanzate sono composte in maniera differente.

Una volta terminato l’inchiostro, le cartucce per stampanti possono essere utilizzati in 3 modi differenti. Il primo di essi è lo smaltimento. Una cartuccia smaltita viene riutilizzata per altri scopi. Se non si vuole smaltire una cartuccia, si può prendere in considerazione l’idea di ricaricarla. Il processo di ricarica avviene portando la cartuccia a un rivenditore autorizzato che immette nel serbatoio dell’inchiostro. In questo modo la cartuccia viene di nuovo inserita nella stampante e continuare a funzionare normalmente. Infine, le cartucce per stampanti potrebbero anche essere rigenerate. Questo avviene riportando la cartuccia al produttore che immette nel serbatoio dell’inchiostro e rimette la cartuccia sul mercato a un costo inferiore a quelle nuove. Oggigiorno esistono diversi produttori di cartucce per stampanti (che spesso producono anche le macchine da stampa), come la Canon, la Epson e la Samsung. Il corretto funzionamento delle cartucce per stampanti è garantito dai produttori.