La tassa sui sacchetti


Quando si fa la spesa ci sono gli shopper di plastica che oggi sono di materiale biodegradabile, un polimero speciale e ecologico se non anche di carta. Questo per ridurre l’impatto ambientale della plastica.

In l’Inghilterra si è imposta, dall’anno scorso, una tassa dell’importo di 5 penny (che vale circa 7 centesimi  euro) sui sacchetti di plastica che sono commercializzati dalla grande distribizione  e dai negozi, di catene con oltre 250 addetti come personale.

Sono  esentati da questa tassa i piccoli negozi e chi vende i sacchetti di carta. Fuori dal tale legge anche i sacchetti che sono utilizzati per confezionare le carni e il pesce crudi,dei medicinali e  prodotti freschi come patate, semi, fiori  .

Il provvedimento è stato anche criticato  : dai produttori di sacchetti, e anche da ambientalisti e varie organizzazioni di commercianti, che giudicano queste esenzioni troppo complesse: per evitare di creare confusione  i consumatori chiedono   di estendere il provvedimento anche a tutti quei negozi e  tipologie di sacchetti come del resto avviene nel resto del Regno Unito.

L’Inghilterra è infatti l’ultimo paese in Gran Bretagna a imporre la tassa sugli shopper, dopo il Galles,l’ Irlanda del Nord e la Scozia.

Il Governo   prevede di ridurre quindi l’uso  dei sacchetti distribuiti nei supermercati fino all’80%. I proventi saranno utilizzati per finanziare vari progetti ambientali.

In alternativa ai sacchetti di plastica si possono utilizzare quelli di carta che sono ecologici o  anche quelli plastificati che sono borse da riutilizzare più e più volte molto resistenti e che fanno risparmiare molto oltre che salvaguardare l’ambiente.