La scatola che ha rivoluzionato il mondo dei trasporti


Container Ship

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È incredibile pensare che a rivoluzionare il mondo dei trasporti sia stata una scatola. Eppure è proprio così: basti pensare che nel 1956, le operazioni di carico delle navi nei porti statunitensi avevano un costo di circa 5,86 dollari a tonnellata. Con l’introduzione di un’enorme scatola – il container – il prezzo si abbassò incredibilmente, arrivando fino a 16 centesimi ogni tonnellata. I vantaggi che questo nuovo metodo offriva erano enormi, e alla lunga convinsero l’intera industria dei trasporti internazionali a convertire i propri processi: le operazioni di scarico e carico diventarono molto più veloci e le merci danneggiate diminuirono significativamente. Grazie al container, infatti, la merce non viene toccata durante il ciclo trasportistico, nemmeno nel passaggio da un mezzo all’altro.

Il container fu concepito nel secondo dopoguerra da un autotrasportatore statunitense, Malcolm McLean. Come spiegò lui stesso, l’illuminazione arrivò in un porto, durante le operazioni di carico e scarico. «Stavo portando con il mio camion un carico di balle di cotone. Arrivato al porto, fui costretto ad aspettare due giorni per lo scarico, e mentre guardavo gli scaricatori che trasferivano una balla alla volta dal mio camion alla stiva, capì che quel processo era un’enorme perdita di tempo e di denaro. Non sarebbe stato meglio caricare l’intero veicolo sulla nave, senza toccare le merci?». Il primo trasporto via mare attraverso container venne organizzato da McLean il 26 aprile del 1956, con una vecchia nave petroliera riconvertita in nave porta container, la quale salpò a Newark in direzione di Houston. Per il settore dei trasporti, quella fu una vera rivoluzione, come per altri settori lo è stata per esempio l’elettricità. La maggior parte degli oggetti che possediamo oggi, infatti, sono passati per un container: dalla fabbrica sono stati riposti in questi enormi contenitori, caricati su camion, quindi magari su navi, treni e di nuovo camion, per poi essere scaricati manualmente soltanto a destinazione, mediante dei comodi piani di carico. Nonostante i suoi innumerevoli vantaggi, il container non venne però adottato subito dalla maggior parte delle imprese di trasporto, come invece ci si potrebbe aspettare: a convincere il mondo intero della validità di questo metodo fu l’utilizzo dei container da parte dell’esercito americano durante la guerra del Vietnam, quando per l’approvvigionamento di armi e viveri vennero utilizzati proprio questi enormi contenitori.

Grazie ai container il trasporto internazionale è diventato un servizio integrato: il viaggio della merce non è infatti più una somma di attività autonome, ma una prestazione unica dall’inizio alla fine, seppur su mezzi differenti. Ad oggi, il 90% delle navi che circolano per i mari del mondo sono portacontainer, e il 75% del trasporto complessivo globale viene effettuato attraverso questa precisa modalità.

Articolo scritto in collaborazione con Armo