La normativa sui rifiuti


In Italia il Registro carico scarico rifiuti è obbligatorio per legge. Ragion per cui diventa importante conoscerne le motivazioni della sua presenza e anche la normativa che lo regola. Innanzitutto parliamo del rifiuto in generale. Il significato giuridico del termine ‘rifiuto’ lo da l’articolo 183 del decreto legislativo del 3 aprile 2006 numero 152, meglio conosciuto come testo unico ambientale, il quale sostiene che ‘qualsiasi sostanza od oggetto di cui il detentore si disfi, o abbia l’intenzione o abbia l’obbligo di disfarsi’. Per detentore sappiate che il decreto si riferisce a quel soggetto che ha in carico quel determinato oggetto (e dunque non solo chi lo ha prodotto ma anche chi lo ha acquistato da terze persone).

Il registro carico e scarico rifiuti invece…

Finora abbiamo visto cosa intende la normativa sul rifiuto. Adesso cerchiamo di capire come quest’ultima considera il registro carico e scarico rifiuti. Il decreto che ne parla è il medesimo di quello appena visto sul rifiuto, con la differenza che l’articolo che se ne occupa è il 190.  Secondo quest’ultimo, tutti i produttori di rifiuti hanno l’obbligo di tenere tale registro, utile a contenere tutte le informazioni necessarie sulla qualità e la quantità dei rifiuti, che tornerà utile quando dovrà comunicare i dati al Catasto (lo si fa una volta all’anno). Una caratteristica molto importante prevista dal registro è che le eventuali annotazioni su di esso dovranno essere fatti entro dieci giorni lavorativi dalla produzione del rifiuto e dal conseguente scarico dello stesso.  E’ importante sapere, inoltre, che il registro deve essere tenuto dalle medesime strutture che producono il rifiuto, e questi rimarranno conservati in quella sede per cinque anni dalla loro registrazione. Un’altra nota da evidenziare è l’obbligo che hanno queste aziende di mostrare il registro ogni qualvolta le forze dell’ordine ne facciano richiesta, indipendentemente dalla motivazione per la quale questi ultimi ne hanno effettuato la richiesta. Infine, il registro carico e scarico rifiuti deve essere tenuto anche da quelle aziende che hanno un personale che non supera la decina di unità. La differenza tra queste e le imprese di cui abbiamo parlato sinora sta nel fatto che le imprese da dieci persone sono esenti dal possedere il MUD, ossia il Modello Unico di Dichiarazione Ambientale.  MUD che non deve essere per forza tenuto anche dagli imprenditori agricoli che non raggiungano la cifra di 8000 euro come fatturato; dalle aziende che raccolgono e smaltiscono rifiuti non considerati pericolosi; e da enti che producono e smaltiscono rifiuti non pericolosi e che non superino il numero di dieci dipendenti.