La minaccia dell’uscita dall’Euro dell’Italia


Dopo la Brexit si è tornati ad interrogarsi in merito all’Unione Europea e ognuno di noi si è chiesto almeno una volta se ci sono possibilità che, dopo l’Inghilterra, anche l’Italia possa scegliere di uscire dall’euro. Nel giugno scorso l’Inghilterra ha deciso con il referendum sulla Brexit di uscire dall’euro: tra due anni con tutta probabilità si vedranno gli effetti della Brexit.

La prospettiva dell’uscita dall’euro

Il quotidiano britannico The Guardian, in un’analisi del caporedattore in merito allo scenario che si è aperto in Europa dopo la Brexit, ha messo in luce che “la minaccia che incombe adesso sull’Europa è la paura che l’Italia possa decidere di averne avuto abbastanza dell’euro e tornare alla lira”. Ebbene sì, anche il nostro paese, a quanto pare, potrebbe decidere di seguire le orme del Regno Unito e abbandonare l’Europa per ritornare alla nostra vecchia moneta. Campanelli di allarme sono rappresentati dal fatto che l’Italia è già da tempo in recessione economica e questa crisi non cessa di sortire i suoi effetti. La disoccupazione, inoltre, continua ad avanzare e i piccoli investitori non sono incoraggiati dalle norme europee.

Secondo l’analisi del Guardian, c’è anche un altro fatto che non fa sembrare irrealistica la prospettiva dell’uscita dell’Italia dall’euro: il governo Renzi non gode di ottima salute, mentre il Movimento Cinque Stelle avanza praticamente ovunque. Movimento che, tra le altre cose, promette anche un referendum sull’uscita dall’euro. Il Movimento Cinque Stelle, infatti, è convinto che il nostro paese deve dire addio all’euro perché la sua industria manifatturiera possa essere salvata.

L’Europa unita rischia di disgregarsi? Non sembra una prospettiva impossibile, dato che non si tratta di un’eventualità paventata solo in Italia. In Francia ed in Olanda, ad esempio, Le Pen e Wilders hanno già chiesto il referendum sul modello di quello che si è svolto in Inghilterra. E’ possibile, quindi, che i cittadini di vari paesi europei vengano chiamati nei prossimi mesi ad esprimersi sull’argomento.