“La Gazzetta di Bari”: l’intervista all’AD di Workinvoice Matteo Tarroni


“Stiamo per infrangere la barriera dei 50 milioni di euro di transazioni, con una crescita di 10 volte rispetto all’anno precedente”: Matteo Tarroni, AD di Workinvoice, parla della nascita e delle prospettive di sviluppo della società di Invoice Trading in un’intervista a “La Gazzetta di Bari”.

Matteo Tarroni: l’intervista de “La Gazzetta di Bari” all’AD di Workinvoice

Le nuove forme d’accesso al credito e il mercato fintech sono al centro di un articolo pubblicato lo scorso 22 aprile da “La Gazzetta di Bari”. Per approfondire tali tematiche, il quotidiano si è avvalso dell’esperienza dell’AD di Workinvoice Matteo Tarroni. Nell’intervista, il manager sottolinea che la finanza alternativa ha reso più efficienti alcuni segmenti della filiera oggi controllata e gestita dalle banche, dal capitale (la materia prima) alla distribuzione al dettaglio: “Si tratta di un’evoluzione determinata da condizioni ambientali (nel nostro caso la contrazione del credito alle Pmi e i lunghi tempi di incasso dei crediti) che avrà un effetto permanente perché giustificata da logiche economiche”. Workinvoice nasce proprio come infrastruttura “solida, trasparente ed avanzata tecnologicamente per investitori specializzati che considerano i crediti commerciali come un asset interessante per le sue caratteristiche di rischio/rendimento, diversificazione e decorrelazione rispetto ai mercati”. Matteo Tarroni evidenzia i punti di forza della piattaforma: la flessibilità, la competitività dei costi, l’assenza di limiti d’utilizzo. Inoltre non vengono richieste né garanzie né obbligazioni e il sistema contempla forme di controllo e sicurezza in ogni passaggio. “Le prospettive di sviluppo sono ottime – ha dichiarato infine l’AD di Workinvoice – Stiamo per infrangere la barriera dei 50 milioni di euro di transazioni, con una crescita di 10 volte rispetto all’anno precedente”. Nel futuro della società (e più in generale del mercato) un maggiore coinvolgimento di investitori istituzionali e delle banche “che potranno contribuire con le loro reti di distribuzione e, in parte, con capitale” a influire positivamente sull’intero sistema economico.

Workinvoice: la crescita della società guidata da Matteo Tarroni

L’acquisto di cinque milioni di crediti commerciali effettuato recentemente da Factor@Work, portfolio manager con sede in Italia, attraverso Workinvoice è solo una delle ultime operazioni che si è chiusa positivamente grazie all’intermediazione della piattaforma creata nel 2013 da Matteo Tarroni insieme ad altri professionisti del settore fintech. Consapevoli delle potenzialità del mercato dell’Invoice Trading, fino a pochi anni fa ancora poco conosciuto in Italia ma già diffuso in Usa e in altri Paesi europei, hanno dato vita a una delle prime società specializzate in materia. Workinvoice permette infatti alle PMI di mettere all’asta le proprie fatture e così di riscuotere anticipatamente i pagamenti. Gli investitori iscritti alla piattaforma possono quindi decidere di acquistarla facendo la propria offerta. Un sistema che consente di ridurre notevolmente i tempi di riscossione: in media in anticipo di 45 giorni rispetto alle date di scadenza delle fatture. L’acquirente deve versare entro 24 ore il 90% della quota pattuita, mentre il restante 10% nel momento in cui il debitore salderà la fattura. È importante sottolineare che prima dell’inserimento nella piattaforma dell’offerta, un team di professionisti ne valuta la rischiosità decidendone l’inclusione o meno. La qualità del modus operandi della società guidata da Matteo Tarroni l’ha portata ad essere ammessa all’AltFi Volume Index Continental, benchmark di riferimento nel settore.